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È morto padre Massimiliano Rosito, salvò il Cristo di Cimabue dall’alluvione nel 1966

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 8 Giu. 2020 alle 08:00
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Immagine di copertina
Il Cristo di Cimabue, importante opera del pittore, mentre viene ricollocato nella Chiesa di Santa Croce. L’opera venne restaurata a causa dei danni subiti durante l’alluvione di Firenze avvenuto il 4 novembre 1966. Credit: ANSA ARCHIVIO

Morto padre Massimiliano Rosito

Nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno è morto a Firenze padre Massimiliano Rosito. Il religioso 92enne era salito alle cronache nel 1966 quando salvò il Cristo di Cimabue dopo l’alluvione dell’Arno. “Nelle ore tragiche dell’Alluvione del 1966 fu il primo, a raggiungere il Cristo di Cimabue travolto dalla violenza dell’acqua e si prodigò con i confratelli per mettere in salvo quello che era rimasto dell’opera che sarebbe diventata il simbolo dell’alluvione. Nei mesi successivi Rosito si impegnò moltissimo nel restauro del patrimonio danneggiato. Inoltre, a lui si deve anche la fondazione del museo dedicato a Pietro Parigi, il grande xilografo fiorentino e suo grande amico. Della rivista Città di Vita fu capo redattore e in seguito direttore a partire dal settembre 1964”, si legge sul Corriere della Sera. Il feretro sarà esposto questa mattina in Santa Croce, mentre i funerali si terranno martedì 9 giugno. Padre Massimiliano Giuseppe Rosito era nato a Ferrandina, in provincia di Matera, l’1 dicembre 1928. È morto la notte scorsa al Convitto ecclesiastico di viale Machiavelli a Firenze.

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