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Home » Cronaca

Roma, pacco bomba a una famiglia di Boccea: quarto episodio in una settimana

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Il plico inviato nella tarda mattinata di ieri ad una famiglia che abita in una palazzina in zona Boccea a Roma ha le stesse caratteristiche delle tre buste esplosive, recapitate nei giorni scorsi ad altrettante donne

Ha le stesse caratteristiche delle tre buste esplosive, recapitate nei giorni scorsi ad altrettante donne (rimaste ferite), il plico inviato nella tarda mattinata di ieri ad una famiglia che abita in una palazzina di via Cardinal San Felice, in zona Boccea, a Roma. Questo, secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie, è il risultato delle prime verifiche tecniche effettuate dai carabinieri. La procura di Roma aveva aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di attentato con finalità di terrorismo e lesioni personali. In assenza di una rivendicazione, magistrati e investigatori di Digos e Ros continuano a pensare a un gesto di matrice anarchica antimilitarista.

Secondo quanto emerso dal ‘pool’ dell’Antiterrorismo di Roma che, assieme ai poliziotti della Digos e ai carabinieri del Ros, stanno indagando sulle tre esplosioni, non si escludeva che ci fossero altri plichi in circolazione. Le Poste Italiane sono state allertate per effettuare controlli su pacchi in transito al centro di smistamento di Fiumicino, dove domenica è rimasta ferita la prima delle tre donne, un’addetta che ha riportato 10 giorni di prognosi.

Pacchi bomba a Roma: l’intento era quello di ferire, non di uccidere

Inoltre, dal vertice in Procura è emerso che la quantità di esplosivo presente nelle tre buste era destinata ad offendere, ma non a uccidere. Il tipo di confezionamento dei tre plichi con una busta A4 gialla e l’utilizzo di una scatolina in legno contenente un innesco attivabile all’apertura, infatti, lascia pensare che siano stati fatti da una stessa persone e che l’autore sia esperto e animato da intenti dimostrativi. Elementi che al momento spingono chi indaga a seguire tutte le ipotesi, dando un peso maggiore alla pista anarchica. Gli inquirenti affermano poi che le tre donne non si conoscono fra loro, ma che i presunti mittenti delle rispettive buste erano noti ai destinatari.

Pacchi bomba a Roma: la dinamica delle esplosioni

L’esplosione del primo plico è avvenuta domenica notte nel centro di smistamento di posta di Fiumicino, quando è rimasta ferita la prima donna. Lunedì, invece, nel quartiere Trionfale è esploso un altro pacco in via Fusco ai danni di Elisabetta M., una donna di 58 anni, che è stata poi trasportata al Gemelli con lesioni e ustioni sulle braccia e sul viso.

E poi nel tardo pomeriggio Rosa Q., 57enne, ha ricevuto nella sua abitazione sita nel quartiere Salario, in via delle Piagge, un pacco destinato ad una sua amica. Quando lo ha aperto, però, è avvenuta l’esplosione che le ha causato ferite al viso e alla mani. A soccorrere la donna i medici del 118 che l’hanno poi trasportata al policlinico Umberto I.

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