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Open Arms, il racconto di Hikma: “In Libia mi hanno torturata, presa a calci e pugni. Ora sono libera”

Immagine di copertina
Credit: Ansa

La testimonianza di una delle migranti fatte sbarcare a Lampedusa, che ora vorrebbe "andare a Roma per proseguire gli studi"

Open Arms, il racconto di Hikma, una delle migranti sbarcate a Lampedusa

“Sono stata tre anni in Libia, un anno e quattro mesi in prigione e un anno e sei mesi chiusa in un magazzino. Lì è terribile, mi hanno torturata, presa a calci e pugni. I libici sono pazzi, è un posto pericoloso”. A parlare è Hikma, che viene dall’Etiopia e ha diciotto anni. È una dei tredici migranti fatti scendere dalla Open Arms, la nave ferma da diciassette giorni al largo di Lampedusa, per motivi di salute.

“Finalmente sono libera, voglio andare a Roma per proseguire gli studi”, racconta.

Si fa sempre più critica la situazione sulla Open Arms, in mare in attesa di un porto sicuro. La nave della ong spagnola, con a bordo 107 migranti, è ferma a poche centinaia di metri dalle coste di Lampedusa, di fronte a Cala Francese. Le condizioni sono diventate drammatiche, come ha più volte affermato Oscar Camps, con migranti disposti a tutto pur di toccare la terraferma, anche a gettarsi in mare per raggiungere la costa a nuoto.

Le donne e gli uomini sono sempre più stanchi e provati, soprattutto psicologicamente. “Non riusciamo più a contenere la disperazione. Non riusciamo più a spiegare. Le parole mancano”, è stato l’allarme-appello lanciato questa mattina dai volontari dell’organizzazione non governativa dopo che quattro migranti, indossati i giubbotti di salvataggio, sono riusciti a tuffarsi in mare. La situazione è tornata sotto controllo solo grazie all’immediato intervento dei volontari, che hanno recuperato e riportato i naufraghi sulla nave, sotto gli occhi degli uomini della Guardia di finanza, intervenuti a dare supporto.

>“Ho visto i miei compagni buttarsi in mare disperati, siamo qui da troppo, salvateci”: il racconto di una migrante a bordo di Open Arms

L’Ong spagnola chiede di potere sbarcare le persone e Lampedusa. Questa mattina il premier spagnolo ad interim, Pedro Sanchez, ha offerto il porto di Algeciras, in Andalucia, ma la Open Arms non ha accettato la richiesta. Il porto è il più lontano del Mediterraneo, nell’estremo sud della Spagna, poco distante dal Marocco. Per raggiungerlo ci vorrebbero almeno sette giorni di navigazione. Troppi, secondo l’Ong.

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