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Omicidio Willy, i due super testimoni: “È stato Belleggia a colpirlo alla testa”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 9 Set. 2020 alle 09:01 Aggiornato il 9 Set. 2020 alle 10:38
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Immagine di copertina

Omicidio Willy, i due super testimoni: “È stato Belleggia a colpirlo alla testa”

Nel processo sull’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo italo-capoverdiano di 21 anni morto dopo un pestaggio nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre a Colleferro, vicino Roma, spuntano adesso due nuovi super testimoni. Si tratta di alcuni amici del gruppo dei quattro ragazzi di Artena arrestati con l’accusa di omicidio preterintenzionale: a spingere perché si recassero dall’avvocato difensore a fornire la loro versione dei fatti è stata la famiglia dei fratelli Bianchi, Gabriele e Marco, la cui posizione potrebbe essere ridefinita grazie alle dichiarazioni dei due super testimoni. Che, a proposito della rissa sfociata nell’omicidio di Willy, sostengono che sia stato Francesco Belleggia – un altro dei fermati, mentre il quarto si chiama Mario Pincarelli – a colpire il giovane cuoco alla testa.

Il racconto dei due ragazzi, riportato da Il Corriere della Sera, parte da circa tre ore prima dell’uccisione del 21enne. Siamo nel pub-ristorante Due di picche, a Colleferro, dove sono presenti entrambi i gruppi: quello del ragazzo che Willy poco dopo proverà a difendere perdendo la vita e quello dei quattro di Artena. Proprio qui nasce la discussione: un commento sotto la foto di una ragazza sui social fa scattare il litigio, fatto inizialmente di insulti e sguardi minacciosi. I fratelli Bianchi, spiegano i due super testimoni, a un certo punto lasciano il pub insieme a un quinto ragazzo, indagato per favoreggiamento per aver guidato il Suv a bordo del quale il gruppo di Artena è fuggito dopo l’omicidio. Nel locale rimangono solo Belleggia e Pincarelli, insieme ai due super testimoni.

La lite poi si sposta all’esterno del pub, dove Pincarelli si avvicina al gruppo dei ragazzi di Colleferro pretendendo una sigaretta. Al loro rifiuto – dicono di non averne, uno di loro mostra anche un pacchetto vuoto – scatta la rissa: Pincarelli infila il pacchetto in bocca a uno dei ragazzi, poi iniziano a picchiarsi. A quel punto, uno dei due super testimoni avverte i fratelli Bianchi: “Venite, sta succedendo un casino”. Così, i due esperti di MMA arrivano a difendere gli amici: nello scontro, due amici di Willy riportano delle ferite per cui i medici danno una prognosi di dieci giorni. A quel punto, raccontano ancora i super testimoni, arriva anche Willy: vede il suo amico, Federico Zurma, in difficoltà e prova a fare da paciere. Viene però colpito da una manata, forse da Marco Bianchi, e cade a terra. A quel punto, secondo la testimonianza, Pincarelli gli dà un pugno alla testa, mentre Belleggia un calcio “da karate” (disciplina che il ragazzo pratica stabilmente) al volto. Willy non si rialza più. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, tenutosi ieri a Rebibbia, Belleggia ha però respinto ogni accusa, spiegando di non aver colpito il ragazzo.

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3. LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy / 4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy Monteiro

6. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 7. LE OPINIONI: Se a uccidere un bianco fossero stati 4 neri sarebbe scoppiato il finimondo (di G. Cavalli) / 8. Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) / 9. LA TESTIMONIANZA: “Per noi era come un figlio, sarebbe diventato un bravo chef”: parla il direttore dell’hotel dove lavorava Willy

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