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Omicidio Vannini, Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, ai giornalisti: “Siete inumani e violenti”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 10 Set. 2020 alle 19:10 Aggiornato il 10 Set. 2020 alle 19:39
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Immagine di copertina

Omicidio Vannini, fidanzata di Federico Ciontoli Viola Giorgini: “Giornalisti inumani e violenti”

“Voi giornalisti siete inumani e violenti”: è quanto affermato da Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, al termine della seconda udienza del processo d’appello bis sull’omicidio, che l’ha vista deporre in aula in qualità di testimone oculare del delitto. “Ma vi rendete conto di quello che fate? Ma guardatevi. Ho detto già tutto ciò che dovevo dire. Ma basta! Vi rendete conto? È inumano, e questo non è il vostro lavoro, ma una cosa violenta” ha dichiarato la Giorgini ad alcuni giornalisti come si può vedere in un filmato (visibile qui) postato dal sito Leggilo.org. La Giorgini è stata chiamata a deporre per raccontare la sua versione dei fatti in merito alla morte di Marco Vannini, avvenuta il 17 maggio 2015 per dissanguamento in seguito a un colpo d’arma da fuoco sparato a bruciapelo, e per il cui delitto è stato condannato a 14 anni di carcere in primo grado Antonio Ciontoli, pena poi ridotta in appello a 5.

La donna, fidanzata di Federico Ciontoli, figlio di Antonio, principale imputato del delitto, era in casa al momento dello sparo che ha colpito Marco Vannini. Questo il suo racconto in aula: “Ricordo che eravamo in stanza di Federico e ho sentito un tonfo, un rumore come se fosse caduto qualcosa di pesante. Ci siamo avvicinati al bagno ma la porta era chiusa: dentro c’era il padre di Federico e Martina la fidanzata di Vannini. Antonio Ciontoli ci disse di non preoccuparci e ci siamo fidati di lui, abbiamo creduto ciecamente alla sua versione. Federico entrò in bagno e uscì portando via la pistola, per metterla in sicurezza. Io rimasi sbalordita.

La Giorgini ha poi raccontato di “essersi resa conto della ferita solo dopo, quando Marco fu portato al piano di sotto, notai delle gocce di sangue. A quel punto abbiamo cercato di convincere Antonio a chiamare il 118, la situazione infatti non migliorava. Ricordo che dello sparo appurai solo quando Marco fu portato al posto di primo intervento di Ladispoli. Ricordo che già lì Ciontoli parlava del rischio di perdere il lavoro se questa storia fosse uscita fuori”. Una versione, però, che non ha convinto la difesa, con la fidanzata di Ciontoli che è stata redarguita anche dal presidente della Corte Gianfranco Garofalo, il quale ha affermato: “Questa versione non è molto credibile”.

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