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Omicidio di Rozzano, si costituisce il genero: la vittima abusava della nipotina

Sarebbe stata una vendetta: Emanuele Spavone ha freddato in strada il suocero, indagato per molestie sessuali su una delle sue figlie

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 26 Feb. 2019 alle 18:25 Aggiornato il 26 Feb. 2019 alle 18:34
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Immagine di copertina
Credit: ANSA/FLAVIO LO SCALZO

Si è costituito l’assassino di Antonio Crisanti, 63 anni, ucciso lunedì 25 febbraio a Rozzano, in provincia di Milano. Si tratta del genero della vittima, Emanuele Spavone, pregiudicato di 34 anni, che a bordo di uno scooter ha avvicinato il 63enne e lo ha ucciso con cinque colpi di pistola. Alla base dell’omicidio ci sarebbe un abuso sessuale da parte del 63enne su una delle sue nipotine, figlia di Spavone.

Il killer si è consegnato nella mattina del 26 febbraio presso la caserma della tenenza di Rozzano, insieme a un complice, la persona che guidava lo scooter, il 27enne Achille Mauriello. I due si sono presentati con il loro avvocato.

L’omicidio è avvenuto attorno alle 18 del pomeriggio di lunedì, nel parcheggio del supermercato “il Gigante” tra viale Lazio e via Venezia, nella cittadina dell’hinterland milanese. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe la vendetta per le particolari attenzioni che il 63enne avrebbe riservato alle due bambine figlie dell’assassino.

Secondo quanto si apprende, Antonio Crisanti era indagato dalla Procura di Milano per abusi sessuali su una delle sue nipotine. Sulla vicenda indagano il pm Monia Di Marco e il procuratore aggiunto Letizia Mannella.

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Spavone avrebbe deciso così di farsi giustizia da sé, uccidendo il suocero, che avrebbe abusato della piccola di età inferiore ai sei anni.

Le violenze sessuali sarebbero avvenute la scorsa estate. All’abuso era seguita una denuncia e la bimba era stata ascoltata in audizione protetta dagli investigatori, per capire se il nonno materno avesse abusato di lei nel periodo in cui era stata affidata a lui dai genitori.

Dopo la denuncia, Crisanti non era tornato a Rozzano, ma era rimasto nella sua casa di residenza, a Napoli. Poi, però, ha deciso di tornare nell’hinterland milanese, dove il genero aveva in serbo per lui la vendetta. Pare che Spavone avesse avvertito il 63enne: se si fosse ripresentato in città, gliel’avrebbe fatta pagare. Così, venuto a conoscenza del ritorno del suocero a Rozzano, il killer lo ha cercato a bordo dello scooter guidato dall’amico e, una volta trovato, l’avrebbe freddato con cinque colpi.

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