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Friuli, Veneto ed Emilia: nuova stretta per evitare la zona arancione. Oggi la decisione sulla Campania

Emilia Romagna, Veneto e Friuli hanno firmato provvedimenti molto simili che dispongono la chiusura dei negozi la domenica e centri storici "off limits"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 13 Nov. 2020 alle 08:52 Aggiornato il 13 Nov. 2020 alle 08:53
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Immagine di copertina
Un uomo fa jogging di fronte ai tavoli di un bar che chiude alle 18, nel centro di Venezia. Credit: ANSA / ANDREA MEROLA

Tre regioni italiane in “zona gialla” e con indici di contagio simili hanno adottato nuove ordinanze restrittive per contrastare i contagi da Covid-19 ed evitare di diventare aree rosse o aranconi. I governatori di Emilia Romagna, Veneto e Friuli hanno firmato provvedimenti molto simili che dispongono la chiusura dei negozi la domenica e centri storici “off limits”. I contenuti delle ordinanze si aggiungono alle restrizioni già previste per le zone gialle, come il coprifuoco dalle ore 22 e fino alle 5 del mattino. Le ordinanze, frutto del coordinamento tra le tre regioni, sono state adottate con il via libera del ministero della Salute.

Diversa la situazione dell’Alto Adige, che ha disposto il lockdown da sabato. In Campania si va verso un’ordinanza del presidente Vincenzo De Luca che introdurrà zone rosse localizzate in alcune aree di Napoli e provincia. Ma, soprattutto, per oggi è prevista anche la decisione dell’esecutivo, a seguito di una cabina di regia tra governo, regioni e Comuni, che potrebbe spostare la Campania (e altre regioni) in fascia arancione o rossa.

Le ordinanze di Emilia Romagna, Veneto e Friuli

EMILIA ROMAGNA – L’ordinanza firmata dal governatore Stefano Bonaccini, entra in vigore da sabato 14 novembre, e resta in vigore almeno fino al 3 dicembre. Resteranno tutti chiusi di domenica i negozi, salvo quelli alimentari, le farmacie, la parafarmacie, i tabacchi e le edicole. Il sabato chiuse anche le grandi e medie strutture di vendita, sia a esercizio unico che con più negozi, compresi gli outlet.

Le mascherine vanno portate sempre, anche all’aperto, salvo che da parte di bambini al di sotto dei 6 anni, di chi compie attività sportiva intensa, disabili, assistenti e persone che non possono portarle per motivi medici. In caso di abbassamento per assumere cibo o fumare, dovrà essere assicurata la distanza di un metro. L’uso è obbligatorio nei mezzi di trasporto pubblici, e in quelli privati se non ci sono conviventi.

Non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici, delle città e nelle aree affollate. Consentita l’attività sportiva e motoria nei parchi ma solo in aree periferiche e nel rispetto di almeno due metri di distanza. Consentito l’accesso nei negozi a non più di una persona per nucleo familiare, salvo per accompagnare soggetti con difficoltà o minori di 14 anni. Vietati i mercati se non in caso di apposito piano che prevede perimetrazione, sorveglianza e varchi di accesso e fortemente raccomandato garantire quando possibile l’accesso agli esercizi commerciali nelle prime due di apertura agli over 65 anni. Nei bar e i ristoranti, che possono restare aperti fino alle 18, dalle 15 si può consumare solo seduti, dentro o fuori dai locali. Sono sospese nelle scuole primarie e secondarie di secondo grado le lezioni di ginnastica, di canto e con strumenti a fiato, considerate a rischio elevato.

Il presidente della Regione Bonaccini ha affermato: “Abbiamo davanti un obiettivo che deve essere di tutti: frenare il contagio e invertire la curva della pandemia.  E possiamo centrarlo rispettando le regole, con senso di responsabilità e senza panico”. Per il governatore, che è anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini “servono unità e condivisione recuperando lo spirito comune che aveva caratterizzato la prima fase dell’emergenza sanitaria, per tutelare la salute delle persone, garantire la possibilità per le strutture sanitarie di garantire servizi di assistenza e cura, non penalizzare in maniera indiscriminata il lavoro, le attività economiche e la scuola”.

VENETO – L’ordinanza del governatore Luca Zaia, è entrata invece in vigore da oggi, 13 novembre, e resterà in vigore almeno fino al 3 dicembre. Anche qui previsto l’obbligo di mascherine sempre, anche all’aperto, salvo che da parte di bambini al di sotto dei 6 anni, di chi compie attività sportiva intensa, disabili, assistenti e persone che non possono portarle per motivi medici. In caso di abbassamento per assumere cibo o fumare, dovrà essere assicurata la distanza di un metro. L’uso è obbligatorio nei mezzi di trasporto pubblici, e in quelli privati se non ci sono conviventi. Resteranno tutti chiusi di domenica i negozi, salvo quelli alimentari, le farmacie, la parafarmacie, i tabacchi e le edicole. Il sabato chiuse anche le grandi e medie strutture di vendita, sia a esercizio unico che con più negozi, compresi gli outlet.

Non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici, delle città e nelle aree affollate. Consentita l’attività sportiva e motoria nei parchi ma solo in aree periferiche e nel rispetto di almeno due metri di distanza. Consentito l’accesso nei negozi a non più di una persona per nucleo familiare, salvo per accompagnare soggetti con difficoltà o minori di 14 anni. Vietati i mercati se non in caso di apposito piano che prevede perimetrazione, sorveglianza e varchi di accesso e fortemente raccomandato garantire quando possibile l’accesso agli esercizi commerciali nelle prime due di apertura agli over 65 anni.

Nei bar e i ristoranti, che possono restare aperti fino alle 18, dalle 15 si può consumare solo seduti, dentro o fuori dai locali. Sono sospese nelle scuole primarie e secondarie del secondo ciclo le lezioni di educazione fisica, canto e strumenti a fiato, considerate a rischio elevato. Nel presentare il provvedimento Zaia ha spiegato: “In un mondo che rispetta le regole una ordinanza così non serve ma cerchiamo di intercettare gli irriducibili. La vedo come un fallimento sociale perchè è la dimostrazione che a volte il buon senso non c’è per tutti”. E ha aggiunto: “Senza la collaborazione dei cittadini non ne veniamo fuori”.

FRIULI VENEZIA GIULIA – L’ordinanza firmata dal governatore Massimiliano Fedriga, entra in vigore da sabato 14 novembre, e resta in vigore almeno fino al 3 dicembre. Anche qui previsto l’obbligo di mascherine sempre, anche all’aperto, salvo che da parte di bambini al di sotto dei 6 anni, di chi compie attività sportiva intensa, disabili, assistenti e persone che non possono portarle per motivi medici. In caso di abbassamento per assumere cibo o fumare, dovrà essere assicurata la distanza di un metro. L’uso è obbligatorio nei mezzi di trasporto pubblici, e in quelli privati se non ci sono conviventi. Resteranno tutti chiusi di domenica i negozi, salvo quelli alimentari, le farmacie, la parafarmacie, i tabacchi e le edicole. Il sabato chiuse anche le grandi e medie strutture di vendita, sia a esercizio unico che con più negozi, compresi gli outlet.

Non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici, delle città e nelle aree affollate. Consentita l’attività sportiva e motoria nei parchi ma solo in aree periferiche e nel rispetto di almeno due metri di distanza. Consentito l’accesso nei negozi a non più di una persona per nucleo familiare, salvo per accompagnare soggetti con difficoltà o minori di 14 anni. Vietati i mercati se non in caso di apposito piano che prevede perimetrazione, sorveglianza e varchi di accesso e fortemente raccomandato garantire quando possibile l’accesso agli esercizi commerciali nelle prime due di apertura agli over 65 anni.

Nei bar e i ristoranti, che possono restare aperti fino alle 18, dalle 15 si può consumare solo seduti, dentro o fuori dai locali. È vietata la consumazione all’aperto, su suolo pubblico o aperto al pubblico, salvo che sulle sedute degli esercizi. Nelle scuole del primo ciclo sono sospese le lezioni di educazione fisica, canto e strumenti a fiato, considerate a rischio elevato.

“Questo provvedimento non ha l’obiettivo di vessare i cittadini ma di contrastare il contagio proteggendo le fasce deboli della popolazione e dando al contempo la possibilità alle categorie economiche, nei limiti imposti delle misure di sicurezza, di non dover sospendere le loro attività”, ha spiegato Fedriga. Il governatore ha parlato di “una sinergia, quella con Veneto ed Emilia-Romagna, fondata dalla necessità di instaurare, all’interno del regime delle disposizioni regolamentari, un’armonia tra territori che condividono indici pandemici similari e analoghe capacità di presa in carico dei rispettivi sistemi sanitari”. Per quel che riguarda la tutela degli anziani, l’ordinanza prevede una “forte raccomandazione” agli esercenti di riservare le prime due ore di apertura degli esercizi commerciali di significative dimensioni agli over 65 (senza alcun divieto per le stesse persone in età di poter accedere nelle altre fasce orarie).

Campania, oggi la decisione. Verso ordinanza su zone rosse localizzate

In Campania, in attesa della decisione dell’esecutivo, che potrebbe spostare la regione in fascia arancione o rossa, si sta decidendo in queste ore l’istituzione di zone rosse locali nelle città dove si registra un livello alto di contagi, come ha annunciato ieri in una nota l’Unità di crisi della Regione. “Occorre dare priorità al controllo sul lungomare di Napoli e su alcune strade del centro storico cittadino, dove si sono verificati fenomeni di assembramenti illegali, irresponsabili e pericolosi sotto il profilo sanitario”, scrive l’Unità di crisi, precisando inoltre che “si stanno anche definendo misure di limitazione, per attività commerciali non essenziali, nei fine settimana”. L’Unità di crisi ricorda infine che ieri il presidente De Luca ha invitato il prefetto a “procedere all’adozione di misure restrittive nelle aree di maggiore assembramento nel territorio di Napoli e della provincia”, informando anche i ministri dell’Interno e della Salute.

Sulla situazione in Campania è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, con un’intervista a La Stampa pubblicata oggi. “La Campania è fuori controllo e la necessità di allargare le zone rosse è evidente. Gli enti locali hanno mostrato poca lealtà. Ma ora basta. Lo Stato deve intervenire”, sostiene l’ex capo politico di M5s. La Campania “è in ginocchio, tra l’altro è la mia terra, mi addolora”, ha insistito Di Maio, “servono restrizioni subito, non si doveva arrivare a questo punto, la gente sta morendo, proviamo a pensare alla famiglia di quel paziente e di tanti altri, ai medici sotto stress, se non si interviene qui si rischia di implodere, lo dico da giorni”.

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