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“Io, bullizzato a scuola, anoressico, e rinato sui social: ora i miei libri vendono migliaia di copie”: la storia di Nicolas Paolizzi, il caso letterario della generazione Z

Quando era piccolo i compagni di scuola ridevano di lui negli spogliatoi. Lui pensava che ignorandoli, prima o poi, avrebbero smesso. Ma quel giorno non è mai arrivato. Fino a quando Nicolas non ha iniziato a scrivere

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 18 Feb. 2020 alle 17:25 Aggiornato il 19 Feb. 2020 alle 18:04
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Immagine di copertina

“Io, bullizzato a scuola e rinato con i libri”: la storia di Nicolas Paolizzi

“Quando mi spogliavo durante l’ora di educazione fisica, mi prendevano in giro, mi abbassavano gli slip e ridevano di me. Così, quando non potevo saltare l’ora, cercavo di cambiarmi in tempi record: ero velocissimo a tirare giù pantaloni e mettere la tuta, una cosa che faccio tutt’ora. In palestra ho ancora difficoltà, gli spogliatoi sono una cosa che mi spaventa, spogliarmi in pubblico mi blocca tutt’ora”: Nicolas Paolizzi ha 20 anni ed è il caso letterario del momento tra i giovani della generazione Z, perché ha trovato sui social e nella scrittura di libri il modo di riscattarsi dagli episodi di bullismo di cui è stato vittima da bambino e adolescente.

Alle scuole medie e al liceo non riusciva a fare amicizia, e i compagni lo prendevano in giro.

“Ero lo sfigato, quello che pesava troppo. Gli altri trovavano sempre un modo per ridere di me, ero quello diverso”, racconta.

“Io non rispondevo agli insulti, e per questo loro continuavano e continuavano”. Nicolas pensava che, non dando loro corda, i compagni avrebbero smesso, “ma quel giorno non è mai arrivato”, afferma.

Nicolas ha smesso di soffrire molto più tardi, quando è uscito dalla clinica nutrizionale di Giulianova, in provincia di Teramo, dopo un percorso di riabilitazione a cui lo hanno avviato i genitori quando si sono accorti che era troppo magro.

“Ero arrivato a pesare 51 chili, all’inizio ne pesavo 91. Per un ragazzo alto 1.83, vuol dire essere anoressico”.

“Quando sono entrato nel centro dovevo spiegare su un bigliettino perché avevo iniziato. Così ho scritto: ‘Perché pensavo che così sarebbero finite le offese’, e mi hanno subito affidato a psicologi, psicoterapeuti e nutrizionisti. Ho fatto un percorso di diversi mesi per riacquistare peso ma combatto ancora ogni giorno con gli strascichi del mio passato”, afferma.

A riscattarlo dalla sofferenza è stata la scrittura, una valvola di sfogo sana che, a differenza del cibo, non ha messo a rischio la sua salute.

Era ottobre del 2018 quando ha aperto il suo profilo Instagram, e in un anno e mezzo ha ottenuto quasi un milione di follower, condividendo pensieri e frasi motivazionali che sono diventate fonte d’ispirazione per chi, come lui, è stato vittima di soprusi e combatte con i ricordi di un passato da escluso.

“Era un modo per liberarmi di tanti pensieri, e piano piano ho iniziato a ricevere sempre più consensi, condivisioni, persone che mi appoggiavano, una cosa mai successa prima, che mi ha dato la carica per continuare. Tutti mi dicevano: perché non provi a mettere le tue frasi in un libro? E mi sono informato su Internet su come si facesse”.

Nicolas ha fatto tutto da sé, auto pubblicando la sua prima raccolta su Amazon a fine 2018, senza aspettative e pretese. “Solo per dare a chi mi seguiva la possibilità di avere le mie parole sul proprio comodino”, racconta.

Eppure il suo primo libro “Cara te, amati“, scritto per aiutare le persone in difficoltà “ad amare se stessi”, ha scalato in poco tempo la top 10 di Amazon grazie al forte attaccamento della sua community social, che gli ha permesso di farsi notare anche dai grandi editori.

“Ho passato gennaio 2019 a parlare con moltissimi editori”, ricorda. Tra i tanti, ha scelto Rizzoli, con cui ha pubblicato la sua seconda opera “Ti avrei dato tutto“, un romanzo che racconta un’altra storia di riscatto sociale, simile alla sua.

“In parte autobiografico in parte storia inventata, parla di anoressia e depressione, quella da cui sono passato anche io”. Protagonista del libro, Nicole, il suo alter ego, che inizia a dimagrire fino a scomparire. Ma è Marco, altro personaggio del racconto, a farle capire che lei è bella così com’era, non per il peso, ma per quello che ha dentro.

L’amore per se stessi è il tema centrale delle storie di Nicolas, l’unica arma che può aiutare chiunque a uscire da stati di depressione.

“Dobbiamo splendere e fregarcene di tutti i preconcetti, se magari non abbiamo quello che hanno gli altri, coltivare le cose belle che siamo, i nostri pregi, i nostri difetti, e avere consapevolezza di quello che valiamo”, afferma. Il suo mantra, tatuato sul suo braccio destro è “Fregatene di tutto, splendi”.

Il romanzo ha venduto 30mila copie, e l’11 febbraio scorso è uscita la sua terza opera sempre per Rizzoli: “L’amore che meriti”, una nuova raccolta di frasi, pensieri e citazioni che si divide in tre fasi: passato (dimentica), presente (il meglio di te) e futuro.

“Sono tutte frasi motivazionali per credere sempre nei propri sogni, anche quando sembrano irrealizzabili”, racconta ancora.

Ma per Nicolas il percorso per risollevarsi dai periodi più bui parte sempre dall’impegno personale ad amarsi e prendersi cura di sé.

Prima di sbarcare su Instagram e iniziare a scrivere, nella rinascita di Nicolas c’è stato prima di tutto Nicolas, un 20enne che ha ritrovato se stesso camminando, leggendo, trascorrendo il tempo a coltivare le sue passioni.

“Il percorso parte da noi. C’è chi trova pace nel fare il lavoro dei propri sogni, ma sono tanti i modi di riscattarsi, e non si tratta sempre di un riscatto a livello professionale: i percorsi più grandi si fanno con i passi più piccoli. La voglia di imparare cose nuove è fondamentale soprattutto nei periodi più bui. Quando non hai una passione per cui vivere, muori dentro”.

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