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Bullismo, il glossario per “difendersi” in rete

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Immagine dalla campagna Zero Bullismo

Sexting, Hikikomori, exclusion: come parlano i bulli?

Bullismo il glossario per “difendersi” in rete: tutte le parole di odio

Combattere il bullismo con un glossario: si può. Con l’utilizzo sempre più frequente di Internet e dei social network, il fenomeno del cyberbullismo, o bullismo da tastiera, non può passare inosservato. Si tratta di fenomeni dalle conseguenze dolorose che spesso lasciano segni profondi in chi ne è vittima.

Sono dei veri e propri attacchi sferrati online che colpiscono soprattutto i più giovani. Bullismo e cyberbullismo spesso colpiscono gli stessi ragazzi: “tra quanti hanno riportato di aver subìto ripetutamente azioni offensive attraverso i nuovi canali comunicativi una o più volte al mese, ben l’88 per cento ha subito altrettante vessazioni anche in altri contesti del vivere quotidiano”. “

Il bullismo e il cyberbullismo sono attacchi alla persona che possono verificarsi sia per colpire fisicamente la vittima che distruggerla con un click. I consigli che si possono dare ai ragazzi vittima della situazione sono di parlarne, ai genitori e agli amici, senza chiudersi credendo che nessuno possa capire la situazione o credere di avere colpa e provare vergogna.

I genitori devono vigilare con attenzione alle attività dei figli, soprattutto on line, impostando misure di sicurezza più severe nella navigazione, senza temere di ledere la loro privacy ma aiutandoli a distinguere ciò che è sicuro da ciò che non lo è. Aumentare il dialogo è uno strumento sempre utile: chiedere ai figli se qualcosa li turba e informarli su come proteggersi da eventuali molestatori.

Inoltre, il consiglio è di procedere alla denuncia alla polizia postale e/o all’aiuto di uno psicoterapeuta, se necessario a far emergere eventi difficili e/o sensazioni dolorose” commentata Ilaria Merici, psicologa e psicoterapeuta dello Studio Porta Nuova a Milano.

In occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo e cyberbullismo, che si celebrerà questo 7 febbraio, Babbel, la app leader per imparare le lingue, invita perciò tutti a riflettere sul problema e offre il suo contributo per la sensibilizzazione su questo fenomeno globale, selezionando alcuni termini cruciali per comprendere meglio il cyberbullismo.

Il glossario

Le parole possono essere armi potenti e smascherare il significato intrinseco è essenziale. In particolare, Babbel ha creato un piccolo glossario per i genitori con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei rischi legati all’utilizzo di Internet e proteggere i propri figli dalle minacce online.

Cyberstalking: è la versione online del reato di stalking, che mira a molestare e perseguitare l’altro, attraverso l’utilizzo di mezzi digitali di comunicazione come e-mail o social network. La differenza tra lo stalker “della realtà fisica” e il cyberstalker è il fatto che quest’ultimo approfitta dell’anonimato offerto dal web.

Proteus Effect: in italiano Effetto Proteo. Spesso la creazione di alter ego virtuali è per molti una parte essenziale dell’esperienza di gioco online ed facile immaginarla come un processo a senso unico con il giocatore impegnato a realizzare un sé alternativo in cui sperimentarsi. Il fenomeno si verifica quando gli utenti virtuali rischiano di conformarsi agli stereotipi legati all’identità che scelgono di assumere attraverso gli avatar.

Flaming: dall’inglese flame, si tratta di una vera e propria offesa fatta ad esempio sui social network. Il tono del messaggio è intenzionalmente provocatorio e volgare, scritto con l’obiettivo di scatenare conflitti virtuali.

Happy slapping: letteralmente “schiaffo allegro”, è un fenomeno di bullismo online strettamente legato alla realtà. Si tratta della diffusione virtuale di materiale video in cui la vittima viene colpita da uno o più aggressori e videoripresa. Ciò che viene pubblicato su Internet può assumere un carattere di diffusione virale, alimentando così la condivisione in rete.

Exclusion: in italiano esclusione. Si tratta di una sorta di ostracismo online o sabotaggio sociale che avviene quando un utente viene escluso intenzionalmente da una community, chat o gioco interattivo.

Hikikomori: letteralmente “isolarsi”. Si tratta di una forma di ritiro sociale, che avviene quando una persona utilizza internet come unico strumento per entrare in contatto diretto con il mondo esterno. Impersonation: letteralmente “impersonificazione”. Consiste nel furto di identità. Avviene quando qualcuno si spaccia per un’altra persona (ad esempio, creando un falso profilo su Facebook o una falsa e-mail) con lo scopo di spedire messaggi reprensibili e screditare.

Sexting: la pratica di inviare foto di sé stessi in atteggiamenti sessualmente espliciti tramite social network o applicazioni di messaggistica online. E’ una pratica particolarmente pericolosa che spesso porta al cyberbullismo quando questi materiali vengono diffusi online su larga scala.

Leggi anche:

Flavia, da vittima di bullismo a simbolo: “Tornavo a casa con i lividi, adesso parlo ai giovani”

“Cosa prevedere la legge per il cyberbullismo”

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