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È morto Vittorio Zucconi, storica firma di Repubblica

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 26 Mag. 2019 alle 10:41 Aggiornato il 26 Mag. 2019 alle 12:08
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Immagine di copertina

Morto Vittorio Zucconi – Il 26 maggio 2019 è morto Vittorio Zucconi, storica firma de La Repubblica. Aveva 74 anni.

La notizia è stata data dal quotidiano sulla sua pagina web.

Vittorio Zucconi era nato a Bastiglia il 16 agosto 1944: è stato un giornalista e scrittore italiano naturalizzato statunitense, figlio di Guglielmo Zucconi (direttore della Domenica del Corriere e del Giorno, deputato della Democrazia Cristiana).

La carriera professionale di Vittorio Zucconi inizia nei primi anni Sessanta quando lavora come cronista di nera al quotidiano La Notte di Milano, seguendo le orme del padre anche lui reporter.

Nel 1969 lavora come redattore a La Stampa per diventare poi corrispondente, prima da Bruxelles e successivamente da Washington sempre per La Stampa.

Sempre come corrispondente, scrive da Parigi per la Repubblica, da Mosca per il Corriere della Sera durante il periodo della Guerra Fredda e dal Giappone per La Stampa dopo essere tornato a Roma nel 1977 per seguire gli anni del Terrorismo Rosso, e l’omicidio Moro.

È suo lo scoop del caso Lockheed, oltre allo scandalo degli aerei C130 venduti all’Italia grazie alle tangenti versate a generali e ministri, caso che portò alle dimissioni dell’allora presidente della repubblica Giovanni Leone.

Zucconi è stato direttore dell’edizione web di Repubblica dalla sua creazione fino al 2015 ed è stato direttore di Radio Capital fino al 2018.

Nel corso della sua lunga carriera è stato insignito del “Premiolino”, il “Trento”, il “Max David”, l'”Estense” per la saggistica, il “Luchetta” alla carriera e il principale premio nazionale, il Saint-Vincent.

Nel 2015 gli è stato conferito anche il Premio America della Fondazione Italia USA.

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