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Nadia Toffa, parla l’inventore de Le Iene: “Sapevamo tutti come sarebbe andata a finire, lei era sfinita. Ma veniva in programma, faceva i balletti”

L'autore David Parenti racconta in un'intervista gli ultimi mesi di Nadia Toffa

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 16 Ago. 2019 alle 13:26 Aggiornato il 18 Ago. 2019 alle 11:34
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Immagine di copertina

David Parenti, autore del programma tv Le Iene, racconta in un’intervista al Messaggero gli ultimi mesi di vita di Nadia Toffa, la conduttrice scomparsa il 13 agosto 2019 dopo due anni di malattia.

I funerali di Nadia Toffa si sono celebrati oggi, 16 agosto, a Brescia. Tanti personaggi del mondo dello spettacolo e gente comune hanno preso parte prima alla camera ardente allestita nel Teatro di Santa Chiara di Brescia, e poi ai funerali.

David Parenti ha raccontato gli ultimi mesi di vita della giornalista che tutto il mondo dello spettacolo e l’Italia intera piange.

“Sono contento che così tanta gente le abbia voluto bene”, dice Parenti. “Se lo meritava”.

“È una cosa che fa bene a tutti. Anche a chi, durante questo anno e mezzo di malattia, le è stato vicino. Soffrivamo il fatto che lei soffrisse. È stata bravissima a portare avanti tutto, nonostante gli attacchi e le operazioni, ma è difficile stare vicino a una persona che ha il destino segnato. E Nadia lo sapeva. È andata avanti lo stesso, ha condotto il programma sapendo che sarebbe finita così”, dichiara Parenti, che durante il funerale della sua ex collega ha riposto l’iconica cravatta nera de Le Iene sulla bara di Nadia Toffa.

E racconta che l’allegria e la forza della giornalista erano costanti nonostante sia lei che i colleghi sapessero che il suo stato si sarebbe aggravato.

“Era su di morale, era la più up di tutti, ma fra di noi sapevamo come sarebbe finita la vicenda. Però lei aveva una parola di entusiasmo per tutti, anche per i compagni di conduzione quando facevano le prove”, dice Parenti.

L’autore racconta che Toffa non voleva essere trattata da malata, e per questo ha sempre assunto l’atteggiamento di guerriera e combattente, l’epiteto con cui tutti la definivano durante gli ultimi mesi di malattia.

“Un guerriero è uno che non ha alcuna intenzione di spegnersi”, dichiara ancora David Parenti.

E continua: “Il fatto che lavorasse l’ha tenuta in vita più di quanto la malattia le potesse permettere. È una malattia spietata. Quando ti dicono che hai quella cosa, in quel posto, e di quel tipo, basta che guardi su internet per leggere che hai al massimo dieci mesi. Lei ne ha fatti venti. Ovviamente sono stati bravissimi i suoi dottori, capaci di allungarle la vita con le giuste cure. Ma aver continuato a lavorare, avere un appuntamento cui tornare, un impegno con il pubblico, era per lei una delle ragioni per continuare a vivere”.

Lo scrittore del programma tv racconta che Nadia Toffa era arrivata sfinita alla fine della stagione.

“Durante le ultime puntate faceva fatica anche a camminare. Eppure veniva, e faceva i balletti. Qualcuno sui social si è accorto della sua difficoltà. Ma lei comunque faceva tutto. Non è riuscita a venire solo all’ultima puntata, le altre le ha fatte tutte. Purtroppo le sue condizioni si sono aggravate proprio all’ultimo”, dice ancora Parenti nell’intervista, e conclude:

“Se fossimo riusciti a chiudere insieme avremmo forse potuto, in qualche modo, ricominciare con meno difficoltà. Ma così è stata una cosa che ci ha piegato le gambe”.

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