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Delitto di Garlasco, Sempio non ha risposto ai pm. Marco Poggi: “Mai visto con Andrea video intimi di Chiara”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Il nuovo indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, due ore di interrogatorio per l'amico nonché fratello della vittima

È durato poco meno di quattro ore l’interrogatorio ad Andrea Sempio che, come anticipato dai suoi legali, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Marco Poggi, fratello della vittima e amico del nuovo indagato per il delitto di Garlasco, invece, è stato ascoltato dai pm di Pavia per circa due ore come “persona informata sui fatti”. Secondo quanto scrive LaPresse, Marco Poggi avrebbe negato di aver visto i video intimi di Chiara con il fidanzato Alberto Stasi insieme ad Andrea Sempio. L’arrivo e l’uscita dalla Procura di Pavia per il fratello della vittima sono stati blindati a giornalisti e telecamere su disposizione del Procuratore capo, Fabio Napoleone. Sempre secondo quanto scrive LaPresse, inoltre, a Marco Poggi sarebbero stati fatti ascoltare alcuni audio in cui Andrea Sempio parla da solo che sono negli atti dell’inchiesta. I pm avrebbero anche sottolineato di essere in possesso di elementi robusti contro Sempio, ma Poggi avrebbe risposto di non credere alla colpevolezza dell’amico.

Nella giornata di martedì 5 maggio, invece, era stata la volta delle gemelle Cappa. Alle sorelle Paola e Stefania, cugine della vittima, sarebbero state fatte domande sul presunto rapporto tra Andrea Sempio e Chiara Poggi. La procura di Pavia, infatti, ipotizza che Sempio possa aver ucciso la sorella del suo amico in seguito “all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Secondo i magistrati “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi l’assassino “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo un tentativo di fuga da parte della vittima, la quale “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”. Dopo “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” alla nuca “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Un omicidio aggravato dalla crudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”.

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