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“Una mafiosa in meno”: la disumanità dei social di fronte alla morte di Jole Santelli

Di Alessia Bausone
Pubblicato il 17 Ott. 2020 alle 13:29
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Immagine di copertina
Jole Santelli è morta il 15 ottobre 2020. Da gennaio era presidente della Regione Calabria. Credit: ANSA

Il dolore per la scomparsa della presidente della Regione Calabria Jole Santelli ha unito unanimemente le forze politiche che, almeno per qualche giorno, hanno sotterrato attriti, asce di guerra, differenze e distinguo all’insegna della dignità e del rispetto. Lo stesso “mood” non si è avuto sui social network, dove, come spesso accade, si è riversato il peggio dell’animo umano.

Polemiche per il cambio di nome del gruppo Facebook sulla Santelli
Il gruppo Facebook (non ufficiale, spontaneo) titolato “Amministrazione Jole Santelli per la Regione Calabria”, con oltre 7.000 iscritti, a poche ore dalla notizia del decesso della governatrice ha cambiato nome in “Amministrazione Nino Spirlì per la Regione Calabria”. Artefice del cambio repentino è stato il moderatore del gruppo, l’ingegnere informatico Fabrizio Bartolomucci. L’azione è stata giudicata improvvida da alcuni utenti social con il moltiplicarsi delle polemiche di ora in ora ed il susseguirsi degli inviti al boicottaggio del gruppo.

“Non ci sto. È vergognoso che lo stesso giorno in cui la nostra Presidente muore, si cambi il nome del gruppo intitolato a Jole Santelli con quello del suo vice. Non è rispettoso per chi ha governato la nostra regione con dedizione e passione”, scrive Beatrice, utente del gruppo. “Povera Calabria e Italia mia, è proprio vero la disumanizzazione non conosce confini”, osserva Emilio. “Sciacalli”, attacca Antonio, mentre un omonimo gli fa eco: “Gli avvoltoi sono meno rapidi di voi nell’avventarsi sulla preda”.

Polemiche che sono scivolate all’amministratore del gruppo Facebook, che ha scritto sul social network: “Vedo con piacere che il numero dei membri del gruppo sta tornando rapidamente verso i 7.000, e solo per aver adeguato il nome del gruppo alla situazione istituzionale; queste occasioni sono ottime per liberarsi di ipocriti e quaquaraqua e avere i membri residui maggiormente consapevoli. Già era capitato quando si era iniziata la moderazione per prevenire il regolare afflusso di post che non avevano nulla a che fare con la Calabria. Ora una bella altra sgrossata. Auspico la stessa veemenza la esprimiate anche di fronte al prossimo professionista che vi chiede i soldi in nero o di pagargli l’IVA”.

La frase shock della docente ligure ex M5S: “Una mafiosa in meno”
Paola Castellaro, docente già candidata con il Movimento 5 Stelle alle comunali di Genova nel 2017, ha scritto sul suo profilo Facebook: “Evvai!!! Una mafiosa di meno!!! Speriamo chiami Silvio, Giorgio, Sergio ecc. ecc.”. Pronta la presa di distanza del Movimento 5 Stelle di Genova – “Frasi vergognose, non si candiderà più con il M5S” – alla quale si è aggiunta la senatrice Elena Botto: ”Frasi ripugnanti. Non ci rappresenta”.

Ma oltre a lei sono stati molti i commenti abominevoli scritti da profili social (fake e non) e postati come screenshot (con relativa stigmatizzazione negativa e presa di distanza) dalla pagina Facebook “Reggio alla vostra cortese attenzione”. “Una fascista mafiosa in meno. Riposi in pace e si faccia perdonare da Dio”, scrive tale Arsenio Paolo. “Una pezza di merda in meno”, si aggiunge Roberto. “Stasera faccio festa”, afferma Ennio. Insomma, la sfilata del peggio della rete non si ferma di fronte a nulla, nemmeno alla tragedia della morte e al pianto di una intera comunità.

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