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La videolettera di Riccardo Bocca: “Caro Tiziano Ferro, le tasse si pagano: perché non chiedi scusa?”

Di Riccardo Bocca
Pubblicato il 15 Ott. 2020 alle 10:49
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La videolettera di Riccardo Bocca: 15 ottobre 2020

Carissimo Tiziano Ferro, le invio questa videolettera perché lei è tra gli artisti più amati del nostro Paese, celebrato dal pubblico e apprezzato dalla critica per la qualità dei suoi brani. Soltanto che adesso è inciampato. Anzi, è proprio caduto. E su un tema cruciale: le tasse.

Quelle tasse, per essere molto esplicito, che lei avrebbe dovuto pagare allo Stato italiano e invece non ha versato. Una brutta storia: non soltanto per tutti i connazionali che si sono sentiti traditi da un proprio idolo, ma anche per il modo in cui lei si è comportato: trasferendosi altrove, in Gran Bretagna, lontano dalla portata del fisco italico.

Ora la Cassazione parla tecnicamente e drasticamente della “natura fittizia del trasferimento della sua residenza fiscale”. Nero su bianco. E aggiunge anche, per dare un senso sociale a questa sua decisione, che un personaggio come lei – famosissimo, una star da palcoscenico – avrebbe l’obbligo di avere un’elevata coscienza etica.

Parole che fanno male, caro Tiziano Ferro, quasi quanto i 6 milioni di euro che dovrà versare alle casse pubbliche, ma che contengono un messaggio chiaro e forte: basta alle scorciatoie in nome delle proprie tasche, e tolleranza zero verso quella che la Cassazione ha definito “la natura dolosa” delle sue azioni.

Pensare che in passato lei ha definito “sciacalli” coloro che l’hanno attaccata in questa vicenda. E sicuramente ci sarà stato qualcuno che ha brindato con cinismo alle sue sventure attuali. Ma lei non badi a questa gente misera. Guardi piuttosto a se stesso – dentro il grande artista – e s’interroghi se non sia il caso di chiedere scusa.

Sbagliare è umano. Può anche essere umano essere convinti di non avere sbagliato ma averlo fatto lo stesso. Ma si può uscire, per citare un suo successo, da queste sere nere: basta accettare ciò che ha scritto la Cassazione e capire il senso di questa canzone amara: le tasse si pagano. In Italia. Tutte.

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