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Mafia, colpo storico ai clan messinesi: 94 arresti per truffe all’Ue da 5 milioni di euro

Decapitati i clan mafiosi dei Batanesi e dei Bontempo Scavo. L'inchiesta ha portato anche al sequestro di 150 imprese

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 15 Gen. 2020 alle 08:11 Aggiornato il 15 Gen. 2020 alle 08:16
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Mafia, 94 arresti per truffe con i fondi ue: colpo storico ai clan messinesi

Storico scacco alla mafia con 94 arresti nella mattina di mercoledì 15 gennaio in Sicilia. Puntano sui soldi dell’Ue i clan messinesi che, da quanto emerge dall’inchiesta del Ros e della Finanza, avrebbero intascato indebitamente fondi europei per oltre 5,5 milioni di euro, mettendo a segno centinaia di truffe all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), l’ente che eroga i finanziamenti stanziati dall’Ue ai produttori agricoli.

Gli indagati sono in tutto 194. Delle 94 misure emesse 48 sono provvedimenti di custodia cautelare in carcere, le altre di arresti domiciliari. In cella sono finiti i vertici delle famiglie mafiose dei Batanesi e dei Bontempo Scavo, gregari, estortori e “colonnelli” dei due clan storici dei Nebrodi.

Tutte e due le cosche hanno base familiare: l’inchiesta “colpisce” infatti interi nuclei familiari. Secondo gli inquirenti i Batanesi e i Bontempo Scavo avrebbero scelto di non farsi la guerra ma di spartirsi gli affari: come quello delle truffe all’Ue attraverso false intestazioni di decine di terreni da utilizzare per avere i contributi per l’agricoltura.

Nell’inchiesta sono finiti anche imprenditori e alcuni insospettabili: come il notaio Antonino Pecoraro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, che avrebbe fatto falsi atti per far risultare acquisiti per usucapione una serie di terreni la cui titolarità serviva alle “famiglie” per chiedere i contributi Ue, e i titolari di una serie di Centri Commerciali Agricoli della zona.

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, truffa aggravata, intestazione fittizia di beni, estorsione, traffico di droga. L’indagine coinvolge anche imprenditori e professionisti insospettabili come un notaio accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il gip di Messina che ha emesso l’ordinanza, Sergio Mastroeni, ha analizzato oltre 30mila pagine di atti giudiziari. L’indagine è stata condotta dai carabinieri del Ros, del comando provinciale di Messina e del Comando Tutela Agroalimentare e dai Finanzieri del Comando provinciale di Messina.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà, alle 11, nell’aula magna della corte d’appello di Messina, a cui parteciperà il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho.

*** Delle mani dei clan sui soldi Europei ne aveva già parlato l’inchiesta “Fondi rubati all’Agricoltura”, vincitrice del Premio Morrrione del 2015, qui un estratto:

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