Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:47
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Liliana Segre: “Difficile cantare Bella ciao senza pensare all’Ucraina. L’equidistanza non è possibile”

Immagine di copertina
Credit: ANSA/MATTEO BAZZI

Liliana Segre: “Difficile cantare Bella ciao senza pensare all’Ucraina. L’equidistanza non è possibile”

“Sarà un 25 aprile diverso quest’anno in cui la guerra è tornata nel cuore dell’Europa”. Lo ha ricordato la senatrice a vita Liliana Segre, che in un’intervista a Il Corriere della Sera è intervenuta nel dibattito sulla Festa della liberazione di quest’anno, che si celebrerà a due mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. “Mi auguro al più presto la pace. L’equidistanza non è possibile, il popolo ucraino è stato aggredito dai russi e la sua resistenza va sostenuta”, ha detto la senatrice 91enne, che ha ribadito come la storia mostri “che la pace non si ottiene restando indifferenti o attraverso progressivi cedimenti agli aggressori, ma garantendo una convivenza tra i Paesi basata sul diritto e sul rispetto”.

Segre si è detta favorevole alla proposta di far parlare una donna ucraina alla manifestazione che si terrà a Milano. “Lo vedo anche come un segno di solidarietà verso i tantissimi anziani, donne, bambini, costretti a lasciare il loro Paese. Del resto sarebbe difficile in un anno come questo intonare Bella ciao senza rivolgere un pensiero agli ucraini che nelle scorse settimane si sono svegliati e hanno ‘trovato l’invasor’. Ciò non vuol dire ovviamente essere contro il popolo russo, vittima delle decisioni disumane del suo leader”, ha detto la senatrice sopravvissuta all’Olocausto.

Nell’intervista, Segre ha raccontato il suo 25 aprile del 1945, trascorso nel lager di Malchow in Germania settentrionale, “dove ero stata trasferita dai nazisti come ultima tappa della “marcia della morte” iniziata da Auschwitz”. “Ricordo grande nervosismo tra i nostri aguzzini, mentre noi non capivamo cosa stesse accadendo. Furono alcuni francesi prigionieri dei tedeschi, passando vicino al filo spinato in quei giorni di aprile, a dirci: ‘Non morite, tenete duro, la guerra sta per finire’”, ha detto.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Posillipo, colpisce un bagnante con il casco e tenta di annegarlo
Cronaca / Covid, oggi 13.668 casi e 102 morti: tasso di positività al 13%
Cronaca / Roma, incendio in una fabbrica di vernici a Monterotondo, pericolo intossicazione: “Tenete finestre chiuse”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Posillipo, colpisce un bagnante con il casco e tenta di annegarlo
Cronaca / Covid, oggi 13.668 casi e 102 morti: tasso di positività al 13%
Cronaca / Roma, incendio in una fabbrica di vernici a Monterotondo, pericolo intossicazione: “Tenete finestre chiuse”
Cronaca / Quarte dosi di vaccino, la campagna non decolla: il governo si è scordato della pandemia?
Cronaca / Partorì la figlia mentre era in coma, dopo 2 anni la abbraccia per la prima volta
Cronaca / Morta dopo il vaccino, per lo Stato la sua vita vale 77mila euro
Cronaca / Pistoia, trova la fidanzata in casa con un altro e la accoltella
Cronaca / Roma, anziana rapinata al bancomat: un operaio segue il ladro e lo fa arrestare
Cronaca / Covid, oggi 27.162 casi e 62 morti: tasso di positività al 13,95%
Cronaca / Milano, barista 18enne pedinata e molestata: il padre raggiunge l’aggressore e lo picchia per strada