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Lezioni di arabo in una scuola elementare, scoppia la polemica: “Integrazione al contrario”

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 7 Giu. 2019 alle 18:34
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Immagine di copertina

Lezioni arabo Cernusco sul Naviglio

A Cernusco sul Naviglio a scuola si impara l’arabo. L’iniziativa è stata promossa nella scuola elementare Montalcini di Cernusco, per favorire l’inclusione di una bambina di origine egiziana. L’idea, però, non è piaciuta a tanti e subito è scoppiata la polemica.

Le lezioni sono costate 120 euro al Comune di Cernusco (guidato da un sindaco del Partito democratico) e sono state affidate a una insegnante madrelingua. Contro l’iniziativa è scesa in piazza la Lega, che non ha apprezzato affatto che i soldi dei fondi del Distretto scolastico intercomunale venissero spesi per insegnare ai bambini della scuola elementare la lingua araba.

Lezioni arabo Cernusco sul Naviglio | La risposta della Lega

Gli esponenti locali della Lega hanno parlato addirittura di “integrazione al contrario”. La consigliera comunale del Carroccio Paola Malcangio ha sostenuto con forza la battaglia contro le lezioni di arabo: la spesa in questione, secondo Malcangio, non rientrerebbe in un caso di “mediazione culturale”.

La consigliera della Lega ora attende delucidazioni: “È urgente una spiegazione”. E non solo, Malcangio ha sottolineato ancora che “qui non sono gli arabi (sic) che imparano l’italiano, ma il contrario. È un mondo che va alla rovescia”.

“Il denaro serve ad aiutare chi arriva a integrarsi e a sostenere ragazzini che hanno forti difficoltà linguistiche. Questa operazione improvvisata non rientra in nessuno dei due casi, la piccola di origini egiziane per cui è stata organizzata è nata qui e parla benissimo italiano”, ha continuato.

Lezioni arabo Cernusco sul Naviglio | Il vicesindaco controbatte

Per Malcangio, inoltre, si tratterebbe di una vera e propria azione di tipo “discriminatorio” nei confronti di altre comunità straniere presenti nel paese del Milanese. Ad intervenire è stato il vicesindaco Daniele Restelli che ha respinto le accuse della consigliera in quota Lega: “L’assemblea dei Comuni del Distretto si limita a mettere i professionisti a disposizione delle scuole che li richiedono. Lo faremo, se richiesto, volentieri anche per i cinesi”. Nulla di politico in quello che è stato fatto, secondo il vicesindaco: l’iniziativa, infatti, rientra nella autonomia degli insegnanti.

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