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Posted by TPI on Monday, 21 September 2020

Maxi assembramento senza mascherine nella discoteca di Jesolo. Il prefetto: “Scene raccapriccianti”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 28 Lug. 2020 alle 17:56 Aggiornato il 28 Lug. 2020 alle 19:00
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Immagine di copertina

Coronavirus, in centinaia senza mascherina nella discoteca di Jesolo

In centinaia senza mascherina, ammassati l’uno sull’altro a ballare fino al mattino. È la scena che si è verificata nella notte di sabato 25 luglio a Jesolo nella discoteca il Muretto, la più famosa del litorale veneto, alla presenza del celebre dj Marco Carola. Foto e video che hanno creato forti polemiche per le violazioni di limiti e prescrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus.

“Abbiamo fatto controlli rigorosi – si difende il titolare del locale Tito Pinton – come tutti gli organi preposti ci hanno riconosciuto. Forse verso mattina, qualcuno si è fatto prendere dall’euforia ma è stata la gente a scegliere di fare aggregazione. Però non capita solo da noi, sono situazioni che avvengono ovunque”.

La reazione del prefetto di Venezia
“Sono scene raccapriccianti, di una gravità inaudita: non devono succedere”, dichiara al Corriere il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto che, alla vista delle immagini della nottata in discoteca, ha convocato una riunione. “Abbiamo analizzato la situazione – dice – la polizia sta raccogliendo tutto il materiale e, quando avrà terminato il lavoro, valuteremo, mettendo in fila ogni violazione avvenuta e decideremo”.

Secondo le prime indagini non sarebbero state infrante soltanto le regole anti contagio ma anche violazioni sulle autorizzazioni rilasciate dal Comune, la cui commissione spettacoli ha acconsentito alla presenza (all’aperto) di 2.790 persone. Il prefetto Zappalorto ha sottolineato che: “Erano il doppio. Quello che è avvenuto è da irresponsabili, con situazioni di questo tipo si possono vanificare mesi di lockdown e sacrifici”.

La discoteca il Muretto ora rischia da 400 a 3mila euro di multa e la chiusura da 5 a 30 giorni per violazione delle norme anti-Covid più sanzioni legate al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) con ricadute penali. “Se dopo sabato ci fosse qualche problema poi qualcuno non dica che a Jesolo il Covid è colpa dei migranti”, dice il prefetto.

La reazione di Zaia
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato le immagini della ressa di giovani nella discoteca di Jesolo: “Ho visto le immagini, molti ragazzi ieri hanno scritto lamentandosi di quello che è successo. I giovani non vogliono tornare al lockdown per colpa di qualcuno e penso che un assembramento del genere non abbia alcun tipo di giustificazione, e punto. Ho il massimo rispetto per questo tipo di attività, è giusto che i locali lavorino ma sono oggetto di dpcm, ci vuole più attenzione, purtroppo è così. Loro hanno questo tipo di business, che prevede assembramento, ma non tutti sono così: c’è chi fa la cena con musica, seduti al tavolo. Il dpcm prevede l’apertura del locale solo all’aperto, con norme sulla densità”.

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