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“Spostamenti limitati per chi ha più di 70 anni”: la proposta delle Regioni che spiazza il Governo

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 2 Nov. 2020 alle 10:23
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Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

Chiusure mirate nei territori più a rischio, limitazioni agli spostamenti tra Regioni, chiusura dei centri commerciali nei weekend, riduzione degli orari per le altre attività commerciali, limitazione agli spostamenti per le persone che hanno più di 70 anni e più didattica a distanza nelle scuole. Ecco le misure che sta studiando il governo e che potrebbero essere incluse in un nuovo Dpcm già oggi, lunedì 2 novembre.

Le Regioni e i Comuni hanno sostanzialmente esposto la volontà di evitare lockdown — sia a livello nazionale, sia a livello locale: “Se si ferma Milano, si ferma la Lombardia”, ha detto il governatore lombardo Fontana — e hanno presentato una serie di proposte.

Tra le ipotesi più discusse che potrebbero essere incluse nel prossimo Dpcm c’è la limitazione agli spostamenti per le persone che hanno più di 70 anni. Il primo ad avanzare questa idea è stato il presidente della Liguria Giovanni Toti ed è stata condivisa da Fontana e dal governatore del Piemonte Alberto Cirio. Il governo però non sembra intenzionato a portare avanti questa proposta.

Mentre le Regioni provano a resistere, Giuseppe Conte si appresta a presentare stamane in Parlamento anche le altre misure del dpcm, che riguarderanno l’intero territorio nazionale: di certo ci sarà il blocco dei movimenti interregionali, la chiusura dei musei, la didattica a distanza per le superiori (e forse per la terza media). La serrata dei negozi alle 18 è prevista nelle aree a rischio.

I sindaci italiani, rappresentati da Antonio Decaro, presidente dell’Anci, chiedono in particolare la chiusura dei centri commerciali nei weekend e la chiusura degli sportelli scommesse nelle tabaccherie. La richiesta nasce dalla valutazione della maggior concentrazione di flusso in questi luoghi. I sindaci hanno anche chiesto che le chiusure siano pianificate in maniera chiara sulla base del rischio, così come era previsto nel documento del Comitato tecnico scientifico condiviso da Governo e Regioni: in questo modo — avrebbe spiegato Decaro — i cittadini sarebbero coinvolti in un percorso trasparente e rispetterebbero maggiormente le restrizioni: se l’indice Rt salisse, scatterebbero le limitazioni, se scendesse si allenterebbero.

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