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Dalle ricerche sul caso Garlasco all’alibi traballante fino al video di Chiara: “Solo chi ha visto poteva sapere”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Gli elementi della procura di Pavia contro Andrea Sempio

Solo chi ha visto i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi poteva sapere che quel filmato si trovasse su una pendrive: è uno degli elementi chiave con cui la procura di Pavia accusa Andrea Sempio di essere l’autore del delitto di Garlasco. Durante l’interrogatorio, al quale l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, i pm hanno letto a Sempio e ai suoi legali una trascrizione di un’intercettazione ambientale in cui l’amico di Marco Poggi parla dei filmati di Alberto e Chiara e racconta il possibile dialogo con la vittima. “Lei ha detto.. ‘non ci voglio parlare con te'”. E ancora: “Era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederci?'”. Poi ancora aggiunge: “Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, caz…o. Lei dice ‘non l’ho più trovato’ il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video”. E ancora: “anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un caz…o”.

Gli avvocati di Andrea Sempio hanno dichiarato che il loro assistito stava “scimmiottando” una trasmissione tv o un podcast che aveva proposto questa ricostruzione. Ma per la procura di Pavia, che hanno ricostruito anche la scena del crimine, questa è quasi una confessione. L’intercettazione, infatti, risale ad aprile 2025, un periodo in cui non si era mai parlato dei video sulla pennetta Usb. Chiara Poggi, infatti, li aveva copiati sulla pendrive e poi cancellati: solo chi li ha visti su quel supporto, secondo i magistrati, poteva esserne a conoscenza. Ma non è l’unico elemento contestato al nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

I pm di Pavia, infatti, hanno anche scoperto delle ricerche sul caso del delitto di Garlasco fatte da Andrea Sempio, tra il 2014 e il 2015, periodo in cui non era indagato e il suo nome non era mai emerso nell’inchiesta. Secondo quanto emerso da un’analisi effettuata sull’hard disk sequestrato a casa di Sempio, quest’ultimo avrebbe fato numerose ricerca sul caso di Garlasco e su Alberto Stasi, concentrandosi in particolar modo sul “Dna mitocondriale”. Si arriva, poi, alla questione alibi. Lo scontrino presentato da Andrea Sempio, che mostrerebbe la sua presenza a Vigevano nel giorno e nell’ora in cui si consumava l’omicidio di Chiara Poggi, sarebbe, in realtà, della madre dell’indagato. In un’intercettazione ambientale, il padre di Sempio “accuserebbe” la moglie di aver fatto quello scontrino. Inoltre, Giuseppe Sempio avrebbe scritto su un’agedina che il figlio, quel giorno, si sarebbe mosso a piedi e non in macchina come dichiarato.

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