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Insulti contro il Papa per il crocifisso col giubbotto salvagente dei migranti

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Insulti contro il Papa per il crocifisso col giubbotto salvagente dei migranti

Giovedì 20 dicembre, PapaFrancesco ha voluto incontrare alcuni rifugiati arrivati da Lesbo con i corridoi umanitari. Contestualmente ha ricevuto in dono un giubbotto salvagente appartenuto a un migrante ignoto annegato nel Mediterraneo.

Il giubbotto, messo su una croce in resina, è ora appeso nell’accesso al Palazzo Apostolico dal Cortile del Belvedere. Il prefetto del dicastero vaticano per la Comunicazione, Paolo Ruffini, ha twittato la foto, dalla quale si evince che il giubbotto è stato donato al Papa dalla ong Mediterranea.

La morte di questo migrante, dice il Papa, è stata causata dall’ingiustizia: “È l’ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre. È l’ingiustizia che li obbliga a attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione. È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare”.

“Ho deciso di esporre questo giubbotto salvagente, “crocifisso”, per ricordare a tutti l’impegno inderogabile di salvare ogni vita umana, perché la vita di ogni persona è preziosa agli occhi di Dio. Il Signore ce ne chiederà conto al momento del giudizio”, si legge a corredo delle foto su Twitter.

Eppure la scelta di condividere quella fotografia del crocifisso con il giubbotto salvagente ha scatenato una marea di insulti, anche feroci. Gli utenti non si sono risparmiati e continuare a commentare la foto con insulti pesanti.

“Ma vai a quel paese e restaci”, scrive qualcuno. “Dovrebbe smettere di giocare con i simboli della cristianità, la prego. Il Signore chiederà conto ad ogni uno, anche a chi avendo il compito di guidare il gregge, lo confonde e lo disperde. La cristianità scompare lo sa? Si ricordi che il primo diritto è non dover emigrare”, aggiunge un altro utente.

Ma ce ne se sono di peggiori: “Ormai hai oltrepassato il limite della decenza”, “Facilitatore dell’invasione islamica! Lo Spirito Santo agisca prima possibile, perché è in pericolo la Civiltà Cristiana!!”.

E addirittura: “Vade retro Satana”. Molti dei commentatori feroci sono riconoscibili dall’immancabile simbolo della bandiera italiana che accompagna il nome Twitter, in puro stile sovranista.

Uno stile connotato da violenza verbale e insulti che non arretra neppure nel periodo natalizio.

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