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Fatture false, chiesta una condanna a un anno e 9 mesi per i genitori di Renzi

Immagine di copertina
Tiziano Renzi e Laura Bovoli

Il processo in corso a Firenze. Oggi la sentenza

Fatture false, la richiesta per i genitori di Renzi

Il pm di Firenze Christine von Borries ha chiesto una condanna a un anno e 9 mesi di reclusione per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, al processo per le fatture false in corso nel capoluogo toscano.

Lo stesso pm ha chiesto la condanna a due anni e tre mesi per il terzo imputato, l’imprenditore Luigi Dagostino. Per oggi è attesa la sentenza.

Come abbiamo già ricordato nei mesi scorsi, secondo l’accusa dei pm fiorentini un giro di false fatturazione messo in piedi dai genitori di Renzi, da Tiziano Renzi e da sua moglie Laura Bovoli, sarebbe servito per agevolare un sistema ideato proprio dall’imprenditore Dagostino, ex dominus della società Tramor srl, per frodare il fisco. La società aveva commissionato studi di fattibilità a imprese riconducibili ai Renzi.

Nel marzo scorso gli imputati erano finiti agli arresti domiciliari su richiesta della procura diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo.

La vicenda

Questa mattina, lunedì 7 ottobre, al tribunale di Firenze è iniziata l’udienza del processo per fatture false con la requisitoria del pm Christine von Borries contro gli imputati Tiziano Renzi e Laura Bovoli e l’imprenditore pugliese Luigi Dagostino.

Oggi Dagostino è presente in aula, mentre risultato assenti invece i genitori dell’ex premier ed attuale leader del movimento politico Italia Viva. Dopo la discussione del pm, è previsto l’intervento delle parti civili e dei difensori. Quindi la camera di consiglio, per la sentenza, tenuta dal giudice Fabio Gugliotta.

Nel dettaglio il processo riguarda il pagamento di fatture emesse da società dei genitori di Renzi nel 2015, una da 20mila euro dalla società Party e un’altra da 140mila euro più Iva dalla Eventi 6, per consulenze a società riferibili a Dagostino.

Le consulenze riguardavano studi per un’attività di ristorazione e per potenziare il flusso di turisti, in particolare orientali, verso l’outlet The Mall nel Valdarno. Ma per l’accusa si trattò di pagamenti per operazioni inesistenti e le fatture, pertanto, erano false.

I coniugi Renzi sono imputati della loro emissione, Dagostino dell’utilizzo. Dagostino, interrogato nel processo, ha detto di averle pagate per “sudditanza psicologica” essendo Tiziano Renzi e Laura Bovoli genitori dell’ex premier.

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