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Confermato l’ergastolo a Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro

Di Antonio Scali
Pubblicato il 16 Ott. 2020 alle 21:12 Aggiornato il 16 Ott. 2020 alle 21:14
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Immagine di copertina

Ergastolo. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Assise d’appello di Ancona, confermando la sentenza di primo grado per Innocent Oseghale sull’omicidio di Pamela Mastropietro. La famiglia della vittima resta convinta che non può essere stato solo lui ad uccidere e smembrare il corpo della diciottenne romana dopo averle dato una dose di eroina e averla costretta ad un rapporto sessuale.

“Giustizia è fatta. Grazie ai giudici, grazie alla procura di Ancona, grazie a mio fratello”: con queste parole e la voce ancora rotta dall’emozione, Alessandra Verni, la mamma di Pamela, ha commentato la sentenza. “Ringrazio Dio, Pamela e chi ci è stato vicino”, ha aggiunto la donna. Oseghale, sentito questa mattina, ha confermato la sua versione, e cioè di avere sì smembrato il corpo di Pamela per farla sparire ma non di averla uccisa. “Capite italiani, non l’ho uccisa io!”, ha detto urlando mentre usciva dall’aula. Il suo legale preannuncia subito ricorso in Cassazione.

Per la Corte d’Assise d’appello invece il 32enne pusher nigeriano è colpevole di omicidio volontario aggravato della violenza sessuale, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere. La mamma di Pamela continua a non credere alla versione dell’uomo: “Oseghale deve ancora spiegare come mai è andato a cercare l’acido insieme a Desmond e non trovandolo hanno comprato la candeggina – ha detto la donna – Ci deve ancora spiegare della presa che è stata trovata sul braccio di mia figlia, dove le è stata fatta una siringa. Ci deve ancora spiegare tante cose, non l’ha fatto oggi”.

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