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Disabile perde la causa contro l’Arena di Verona: “Discriminata al concerto di Coez, devo pagare 5mila euro”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 21 Mag. 2020 alle 17:09 Aggiornato il 25 Mag. 2020 alle 13:00
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Immagine di copertina
Valentina Tomirotti. Credit: Facebook

Succede che Valentina Tomirotti, 37 anni, giornalista mantovana e disabile in carrozzina, acquista un biglietto del valore di 34,50 euro per assistere al concerto di Coez all’Arena di Verona lo scorso 29 settembre. Il posto assegnatole è all’interno del Parterre dell’Arena, nella Fila 26. “Io sono in carrozzina. Se fossi in piedi sarei alta di mio circa 1 metro e 10 cm, seduta arrivo forse a 90 cm. Meno di un metro di altezza in 26esima fila con tutta la gente accalcata in piedi davanti, vuol dire vedere solo il sedere delle persone”, spiega Valentina a TPI.

Valentina, infatti, non ha potuto assistere all’esibizione di Coez perché gli spettatori davanti a lei si sono alzati in piedi e le hanno di fatto schermato il palco. Motivo per cui ha deciso di citare in giudizio Arena srl, Fondazione Arena e l’organizzatore dell’evento Vivo Concerti. L’udienza avrebbe dovuto tenersi i primi di marzo davanti a un giudice del Tribunale civile di Mantova, ma a causa dell’emergenza Coronavirus è slittata di oltre due mesi. Per via della pandemia, quindi, il pronunciamento è avvenuto soltanto martedì 19 maggio. Il verdetto? “Il giudice Giorgio Bertola non solo ha rigettato la mia istanza, ma mi ha anche condannata a risarcire le altre parti in causa con una cifra che si aggira complessivamente intorno ai 5mila euro“, afferma Valentina Tomirotti.

“Il fatto non sussiste. Per il giudice, in sostanza, quando si va a un concerto non è importante vedere ma basta sentire“, spiega amareggiata Tomirotti. “Prima di procedere per vie legali quella sera al concerto mi sono lamentata con il personale e ho chiesto di essere spostata per potere vedere lo spettacolo. Loro mi hanno risposto che l’unica cosa che avrebbero potuto fare sarebbe stata quella di spostarmi nel corridoio laterale. Peccato che il corridoio laterale sia una via di fuga e inoltre non è che da lì poi sarei riuscita a vedere chissà che del concerto. Così ho rifiutato”, racconta Valentina.

Dopo il concerto è tornata a casa arrabbiata e ha deciso di raccontare la sua esperienza sui social dove è molto attiva. Oltre a essere una blogger con elevato seguito, Valentina Tomirotti è infatti anche un’attivista nazionale sulla questione disabilità nonché presidente di Pepitosa in carrozza, un’associazione che si occupa di turismo accessibile per portatori di handicap.

Ma c’è un precedente. Prima di Valentina anche Sofia Righetti, campionessa paralimpica di sci alpino, anch’essa in sedia a rotelle, ha citato in giudizio Arena srl, Fondazione Arena e Vivo Concerti per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità per un altro concerto tenutosi qualche settimana prima.

Decisa a procedere per vie legali Tomirotti si è rivolta all’associazione Luca Coscioni che le ha dato supporto legale gratuito. “Era una situazione che in quel momento toccava soltanto me, ma il mio ragionamento era molto più ampio. Sono un’attivista nel mondo della disabilità a livello nazionale e reputo che questa sia una problematica importante per tutti i portatori di handicap che vogliono assistere a uno spettacolo”, ha spiegato Valentina facendosi portavoce di tutte le persone con disabilità.

“Nessuno ha detto che l’Arena di Verona sia il male e nessuno ha detto che l’Arena di Verona non sia accessibile. Ma i concerti all’Arena di Verona per le persone con disabilità non sono fruibili“, afferma la blogger mantovana.

“Ho deciso di portare in tribunale l’Arena di Verona e gli organizzatori perché non si può continuare a subire un trattamento così svantaggioso per i disabili“, spiega Tomirotti. “Noi disabili paghiamo il biglietto come tutti per assistere ai concerti ma il più delle volte riusciamo solo ad ascoltare. Per le persone in carrozzina, inoltre, al momento dell’acquisto del biglietto online viene richiesta anche tutta la modulistica comprovante lo stato di disabilità e non viene data la possibilità di scegliere il posto. Si parla tanto di inclusione e che siamo tutti uguali, ma poi nei fatti non è così”.

In Tribunale Valentina ha perso la causa e ora dovrà rimborsare circa 5mila euro alle controparti (Arena srl Fondazione Arena e Vivo Concerti). “Ho attivato una raccolta fondi perché quei soldi non li ho. Non ho fatto nulla se non alzare la mano. E’ come dire a un disabile ‘vieni ai concerti che ci sono le rampe’ ma poi non mi fai vedere il concerto. Allora lo guardo sui internet o mi prendo il dvd e me ne sto comoda a casa. Poi però non voglio sentire parlare di inclusione“, si sfoga.

“Pensi che Coez sia venuto a conoscenza di questa vicenda avvenuta durante un suo concerto?”, chiediamo a Valentina. “L’ho contattato in mille modi ma non sono ancora riuscita a raggiungerlo”, risponde. “Ma vorrei che gli artisti venissero a sapere quello che succede in platea. Oggi sono io che ho questo problema da risolvere ma non riguarda solo me, riguarda tutte le persone che come me hanno problemi di disabilità. Vorrei che questa storia facesse riflettere gli artisti perché se loro sono sul palco è anche merito nostro. Noi siamo fan uguali a tutti gli altri, paghiamo il biglietto come tutti gli altri. Dovrebbero metterci il becco anche loro”, continua Tomirotti.

Valentina Tomirotti lancia una proposta per trovare una soluzione: “La politica e le istituzioni dovrebbero creare un tavolo tecnico dove gli organizzatori di questi spettacoli e gli esponenti delle categorie dei soggetti fragili lavorino insieme per trovare una soluzione alle problematiche dei disabili. Vivo male il fatto che delle volte la disabilità viene strumentalizzata. Non vorrei che quando i riflettori si spengono la persona con disabilità finisca di nuovo nel dimenticatoio”.

Aggiungiamo la nota inviata dalla agenzia Words for you per conto di Vivo Concerti
La società Vivo Concerti chiamata in giudizio dalla sig.na Valentina Tomirotti in relazione al concerto di Coez all’Arena di Verona del 29 settembre 2019, pur essendosi il giudice pronunciato in suo favore, ha deciso di rinunciare volontariamente alla somma di sua competenza per la quale la sig.na Tomirotti è stata condannata al pagamento. Corre l’obbligo alla società Vivo Concerti di chiarire che l’artista è totalmente estraneo ai fatti contestati non partecipando in alcun modo alle decisioni tecnico-organizzative relative alle venue che ospitano i suoi spettacoli.

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