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Deragliamento treno 280 km/h: tutte le ipotesi sulla dinamica dell’incidente di Lodi

Poche ore prima una squadra di operai è intervenuta per lavorare su un deviatoio: stando alla dinamica è plausibile che i morsetti non siano poi stati rimossi e la motrice del Frecciarossa - il primo treno a passare dopo la manutenzione - avrebbe impattato sugli stessi uscendo dai binari

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 6 Feb. 2020 alle 14:31 Aggiornato il 6 Feb. 2020 alle 18:04
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Deragliamento treno 280 km/h: la dinamica e la causa dell’incidente

Si indaga sulla dinamica dell’incidente avvenuto questa mattina, giovedì 6 febbraio, sulla tratta Milano-Salerno. Un treno Frecciarossa è deragliato causando la morte dei due macchinisti e il ferimento di 31 persone. A bordo del treno c’erano 28 passeggeri e altre 4 persone di Trenitalia. Ma come è successo?

Cosa è successo

La motrice del convoglio, dopo essere uscita dai binari, è finita prima contro un carrello che si trovava su un binario parallelo, poi, ne ha urtato un altro e terminato la corsa contro una palazzina delle Ferrovie.

Il treno, viaggiava di testa: anche la secondo carrozza si è staccata dal convoglio e ha proseguito la corsa per qualche decina di metri fuori dai binari, a un certo punto si sarebbe ribaltata. I binari sono pieni di resti del treno. L’impatto contro la palazzina è stato fortissimo.

Deragliamento treno, la dinamica

L’attenzione degli investigatori si sta concentrando su uno scambio collocato al chilometro 166,771, a circa 300 metri dal luogo dell’impatto. In questo punto, infatti, sono al lavoro gli uomini della Polizia scientifica e gli esperti della Polfer per cercare di capire cosa abbia provocato lo sviamento della prima carrozza del treno.

Stando a quanto trapelato da fonti investigative, lo scambio “sospetto” è stato trovato in una posizione “errata” rispetto a quella in cui avrebbe dovuto essere: sembra che fosse aperto, anziché essere chiuso. Così il treno, che viaggiava a 28o chilometri orari, “ha deviato ed è saltato su un’altra rotaia”.

Si tratta di capire perché era in quella posizione: se si è trattato di una dimenticanza o di un errore. Infatti, nella notte tra mercoledì e giovedì, si erano svolti dei lavori di manutenzione ordinaria che avevano interessato uno scambio “oleodinamico”, cioè un sistema che permette ai convogli di passare da un binario all’altro.

Il treno deragliato è stato il primo a percorrere la tratta dopo i lavori. Il treno avrebbe percorso il tratto tra lo scambio, il cosiddetto “punto zero”, e il luogo dell’impatto in meno di cinque secondi.

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Le altre ipotesi in campo

Una delle ipotesi da prendere in considerazione riguarda un possibile errore umano con inversione di due cavi che controllano lo stesso deviatoio, la filatura che indica se un deviatoio è in posizione normale o rovescia. Con l’intervento di manutenzione potrebbe essere stato non effettuato, o effettuato male, il test di concordanza.

Quando un deviatoio è in posizione normale il treno corre dritto sui binari. Se è in posizione rovescia invece cambia direzione. Il sistema che gestisce il piazzale ferroviario potrebbe aver visto per un errore umano il deviatoio in posizione corretta quando in realtà instradava il treno in deviata.

I treni corrono sui binari affidandosi in particolare a sue sistemi computerizzati: un GDV, gestore della via che gestisce gli enti di linea, come segnali, passaggi a livello e deviatoi, e un ERMTS, un apparato che gestisce la marcia in sicurezza, quello che comunica al treno che può procedere in sicurezza, che dà l’autorizzazione a procedere per una certa distanza a una determinata velocità.

Quando stanotte il treno ha raggiunto un deviatoio che doveva essere in posizione normale, a 280/290 km all’ora, la motrice del Frecciarossa è balzata su un lato finendo su un carrello e un edificio con impatto mortale, mentre per inerzia le altre carrozze hanno proseguito dritto.

Cosa ha detto la Procura

Una volta esclusa l’ipotesi di attentato, la Procura in conferenza stampa parla di “errore umano”. “Sapete che ci sono state attività di manutenzione in quel tratto, stiamo cercando di capire quali attività sono state svolte e che tipo di nesso ci sia tra questa attività e il verificarsi del disastro. Questa è una delle ipotesi, le verifichiamo tutte”. È quanto ha detto il Procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro. Chiaro ha precisato che “lo scambio sembrerebbe avere una qualche connessione con il verificarsi del fatto”.

“I lavori di manutenzione vengono fatti perché qualcosa si è rotto, se no non c’è motivo per essere lì alle 4 e mezza del mattino – ha aggiunto il procuratore – Se lo scambio fosse stato dritto per dritto – ha aggiunto – il treno non sarebbe deragliato, non è difficile da capire. Non era nella posizione che doveva garantire la libera percorrenza del treno”. Chiaro ha precisato che “era una parte dello scambio interessato dai lavori di manutenzione”

E sulla ripresa della linea del disastro “ancora è tutto da vedere, ci vorranno almeno due giorni”.

Le indagini

Nel tratto precedente però né i tecnici delle Ferrovie né gli investigatori avrebbero finora trovato altri segni del deragliamento. Vicino allo scambio invece la rete di alimentazione aerea è divelta e sono evidenti i segni lasciati sulle traversine di cemento dalle ruote uscite dai binari. Se questa ipotesi fosse confermata, quindi, il tutto sarebbe durato pochissimi secondi.

Le indagini sono coordinate dalla procura di Lodi e sul posto stanno arrivando gli esperti del Nucleo investigativo ferroviario della Polfer, gli stessi che hanno lavorato sull’incidente di Pioltello e su quello ancora più tragico di Andria.

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