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Home » Cronaca

Covid in Italia, l’8 gennaio 6 regioni verso il cambio di colore. Ecco quali

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L’Italia è ancora in piena emergenza Covid. Una volta terminate le feste, il Governo dovrebbe attuare un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio (la data di scadenza del decreto natalizio e quella dell’ultimo Dpcm). Con il weekend del 9 e 10 gennaio in zona rossa. Nel frattempo le varie Regioni torneranno a colorarsi di giallo, arancione e rosso. Ma quali sono le Regioni che rischiano di diventare di colore arancione dall’8 gennaio? Al momento sono tre: Calabria, Liguria e Veneto. Ma rischiano anche Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche. Il resto dell’Italia dovrebbe invece essere di colore giallo, compreso l’Abruzzo che prima delle festività era arancione.

Intanto però il comitato tecnico scientifico va verso una revisione dei criteri decisivi per determinare le fasce di rischio. L’idea è di rivedere l’incidenza dell’Rt. Oggi la zona arancione parte da 1,25, quella rossa da 1,5: dovrebbero diventare rispettivamente 1 e 1,25.

Le nuove fasce di rischio saranno decise – con il coinvolgimento di Cts, cabina di regia, regioni – nella giornata di venerdì. A confermare i cambiamenti è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Stiamo facendo fare un approfondimento ai tecnici in modo da abbassare le soglie dell’Rt per accedere in zona rossa o arancione. Misura che incide sul modello della zonizzazione”. Dello stesso avviso il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia: “La proposta oggi non è di cambiare i parametri, che restano gli stessi perché hanno funzionato, ma le soglie di accesso ad una zona, decidendo di essere ancora più rigorosi per consentire alla campagna di vaccinazione di avere delle reti sanitarie meno appesantite, da difendere con maggior forza quando l’Rt supera l’1”.

Leggi anche: 1. Covid, il governo valuta nuove strette: sei regioni verso l’arancione e weekend rossi in tutta Italia; //2. Covid, gli impianti sci riaprono il 18 gennaio. L’ordinanza del ministro della Salute //3. Vaccino, l’elenco completo dei centri di somministrazione in Italia “è ancora in divenire”. Il documento di Arcuri/

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