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Coronavirus, un vaccino di tipo “tradizionale” funziona sugli animali. Burioni: “Finalmente un’ottima notizia”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 6 Mag. 2020 alle 22:32 Aggiornato il 6 Mag. 2020 alle 22:33
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Immagine di copertina
Credit: Arne Dedert/dpa

Coronavirus, un vaccino di tipo “tradizionale” funziona sugli animali. Burioni: “Finalmente un’ottima notizia”

Un vaccino sviluppato attraverso tecniche “tradizionali”, ricavato da virus inattivati purificati, ha funzionato sugli animali. Nei primi test preclinici condotti sugli animali, e in particolare sui macachi, il vaccino in via di sperimentazione ha funzionato proteggendo i primati dall’infezione da Sars-CoV-2. Lo riporta uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science.

La scoperta arriva da un team di scienziati cinesi che ha lavorato su ceppi isolati da 11 pazienti ricoverati in diversi Paesi, dall’Italia alla Spagna. Il vaccino, che si chiama PiCoVacc, dovrebbe vedere l’inizio dei test clinici sull’uomo entro l’anno. Quando il vaccino è stato testato sui topi si è rivelato in grado di suscitare circa 10 volte più anticorpi contro la proteina “spike” del virus rispetto a quelli trovati nel siero dai pazienti guariti da Covid-19. I virus inattivati ​​purificati, spiegano gli autori, “sono stati tradizionalmente usati per lo sviluppo di vaccini, sono sicuri ed efficaci e sono stati usati per la prevenzione di malattie causate da virus come quello dell’influenza e della polio”.

“Finalmente una notizia davvero ottima: un primo vaccino funziona benissimo negli animali. Come vi avevo detto, le notizie importanti le leggeremo su Science e non su Whatsapp. Stasera c’è da andare a letto felici”, ha commentato il virologo Roberto Burioni su Twitter. “È appena stato pubblicato un lavoro che dimostra come, usando uno degli approcci “classici” in ambito vaccinale, sono stati ottenuti ottimi risultati in modelli animali”, spiega il virologo in un articolo pubblicato sul sito Medical Facts. “Troppo poco per poter esultare in modo definitivo, ma tanto per guardare con ancora più fiducia al nostro futuro prossimo”.

“I ricercatori cinesi hanno provato a infettare sperimentalmente i macachi con il Coronavirus. Risultato: i macachi non vaccinati si sono tutti ammalati, mentre quelli vaccinati sono rimasti sostanzialmente sani”, si legge nell’articolo. “Questi sono i dati migliori che potevano arrivare dalla sperimentazione animale di un vaccino che è così pronto per la sperimentazione nell’uomo”, sottolinea l’esperto, anche se è troppo presto per cantare vittoria, perché “le scimmie valutate sono solo poche decine e, per quanto simili, non sono identiche all’uomo”. La ricerca per il vaccino contro il Coronavirus sembra aver compiuto quindi un passo importante: “Da oggi c’è un vaccino e negli animali pare funzionare. Se funzionasse anche negli uomini, saremmo a cavallo”, conclude Burioni.

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