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La scuola pubblica a distanza? Esisteva già, in un paesino della Liguria

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La decisione di chiudere l’accesso alle scuole italiane fino a sabato 15  marzo è destinata a creare un enorme impatto sull’economia e sulla società italiana. La proposta, però, non è quella di sospendere le lezioni, ma di incentivare la didattica attraverso strumenti di e-learning. Purtroppo non tutte le scuole e università italiane hanno reagito con velocità agli input del Ministero. Chi per mancanza di conoscenza, chi, probabilmente, anche per mancanza di volontà.

Eppure la scuola a distanza, in Italia, esiste già, e si trova a Sassello, un piccolo comune dell’entroterra di Savona, in Liguria, e rappresenta un modello virtuoso di rapporto tra enti pubblici, tecnologia e scuola. Si tratta di due diversi progetti, uno avviato addirittura nel 2013, in via sperimentale, grazie all’aiuto del CREMIT, Centro di Ricerca dell’Università Cattolica, prevede una giornata di didattica a distanza per i residenti del piccolo Comune, che frequentano il liceo Rovere di Savona, a circa 30 km.

Il secondo progetto, ancora più ambizioso, è invece nato nel 2019, e si tratta dell’istituzione della prima scuola pubblica interamente a distanza d’Italia. Agli studenti di Sassello viene offerta la possibilità di frequentare il corso serale di scuola superiore in Amministrazione, Finanza e Marketing dell’Istituto Don Milani di Montichiari, in provincia di Brescia. Ad oggi sono nove gli iscritti al corso di studi, che stanno seguendo le lezioni a distanza, con un tutor a loro dedicato (in rapporto, in media 1:6) con l’obiettivo di conseguire il diploma.

“Abbiamo dato l’opportunità a persone che avevano interrotto il loro percorso di studi di riprenderlo, e a persone che lavorano di poter valorizzare le loro carriere – racconta a TPI il Sindaco di Sassello, Daniele Buschiazzo – Scuola a distanza non significa solo lezione in video, ma stabilire dei task e delle attività che possono essere svolti a distanza utilizzando sistemi cloud”.

Il progetto ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere la qualità della vita nei cosiddetti territori marginali, zone periferiche rispetto alle grandi città e alle infrastrutture. Il primo progetto è nato per esigenze legate ai plessi scolastici della zona. “Avevamo avuto richiesta dai genitori di attivare un corso di scuola secondaria sul territorio. Ma facendo le richieste agli istituti superiori di Savona nessuno ha accettato. – Spiega la vicesindaco ed ex dirigente scolastico, Lia Zunino, “allora su suggerimento dell’Università Cattolica di Milano, abbiamo pensato di venire incontro a questa esigenza con l’idea della scuola a distanza”.

I progetti di Sassello rappresentano un modello di politiche pubbliche virtuoso, che mette al centro la tecnologia, l’innovazione e il diritto allo studio. Una lezione, a distanza, per tutte le realtà italiane che oggi si trovano a dover combattere con la carenza di infrastrutture, con le limitazioni del Coronavirus Covid19, e con lo svuotamento delle province.

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