Coronavirus, Save The Children: “Impatto catastrofico sui bambini, 117 milioni a rischio povertà”

A causa della pandemia 117 milioni di bambini in più al mondo potrebbero cadere in povertà, 9,7 milioni di minori rischiano di non tornare mai più a scuola, 80 milioni di bambini rischiano di non poter ricevere vaccini essenziali

Di Anna Ditta
Pubblicato il 10 Set. 2020 alle 18:16
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A sei mesi dalla dichiarazione di pandemia relativa al Covid-19, Save the Children denuncia “l’impatto catastrofico sui bambini nelle aree più povere del mondo”. Solo nel 2020, secondo il nuovo rapporto Protect a Generation, 117 milioni di bambini in più al mondo potrebbero cadere in povertà, 9,7 milioni di minori rischiano di non tornare mai più a scuola, 80 milioni di bambini rischiano di non poter ricevere vaccini essenziali.

In Italia, entro la fine dell’anno, un milione di minori in più potrebbero scivolare nella povertà assoluta, il doppio rispetto a quelli del 2019. Il rapporto Protect a Generation contiene i dati di una vasta indagine globale condotta in 37 Paesi al mondo su oltre 25 mila bambini e adulti. Tre famiglie su 4 hanno dichiarato di aver perso parte del proprio reddito, 2 su 3 non riescono a sfamare adeguatamente i propri figli e 9 su 10 non possono accedere alle cure mediche. Ad essere più colpite soprattutto i nuclei già in povertà prima della pandemia: tra queste l’82 per cento ha subito diminuzioni del reddito rispetto al 70 per cento delle famiglie non povere. Gravissime le conseguenze anche sul fronte dell’educazione, con 8 bambini su 10 che con la chiusura delle scuole hanno interrotto del tutto ogni forma di apprendimento e solo meno dell’1 per cento dei minori più poveri che ha accesso a internet e alla didattica a distanza. E in Italia 1 genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici, e 2 su 10 temono di non poter più sostenere il costo della mensa scolastica.

Bambine e bambini privati, nel mondo, della possibilità di studiare e sempre più esposti al rischio di subire violenze, anche in casa, e di essere costretti ad andare a lavorare per aiutare le famiglie: una condizione che incrementa ancora di più i gender gap, facendo pagare il prezzo più alto alle ragazze e alle bambine, che con la pandemia hanno dovuto occuparsi sempre più delle faccende domestiche (nel 63 per cento dei casi, contro il 43 per cento per i maschi), rinunciando così allo studio e rischiando di doversi sposare prematuramente spesso con uomini molto più grandi di loro.

“Questa pandemia non ha guardato in faccia nessuno, non è stata fermata dalle frontiere e ha colpito persone e comunità in ogni parte del mondo, con conseguenze gravi soprattutto sul futuro di tanti bambini. Il Covid ha aumentato ovunque le diseguaglianze, in Italia ma ancor di più nelle aree fragili del pianeta. Non siamo ancora fuori dal rischio sanitario, ma tra le priorità per ripartire, deve esserci quella di proteggere i bambini. Non possiamo rischiare che rimangano indietro, perché altrimenti rimarremo indietro tutti”, ha affermato Daniela Fatarella, Direttrice generale di Save the Children. “Una delle conseguenze più drammatiche è che molti bambini non torneranno più a scuola, perché la povertà estrema nella quale sono cadute le famiglie li esporrà al lavoro minorile e al rischio di abusi e violenze. Un rischio ancora maggiore per le ragazze più giovani, la cui unica possibilità rischia di essere quella di sposare un uomo molto più grande di loro e fare dei bambini quando loro stesse sono ancora delle bambine”. Dall’inizio della pandemia, Save the Children ha già raggiunto 9,1 milioni di persone, tra cui 4,3 milioni di bambini, con i suoi interventi sul campo in 88 Paesi.

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