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Coronavirus, l’Iss: “L’età media dei nuovi contagiati in Italia è scesa a 30 anni”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 20 Ago. 2020 alle 19:44
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Coronavirus, report settimanale Iss: 30 anni età media dei nuovi contagiati

Nel giorno del bollettino peggiore per quanto riguarda i nuovi contagi da Coronavirus dal 16 maggio scorso, arriva anche il settimanale report dell’Iss e del ministero della Salute sulla pandemia in Italia. Un monitoraggio che può dare una mano a interpretare meglio i numeri del Covid-19 nel nostro Paese, apparsi in preoccupante crescita nelle ultime settimane. Secondo quanto raccolto dall’Istituto Superiore di Sanità , in una settimana l’età media dei nuovi positivi è scesa da 35 a 30 anni. Inoltre, il 30 per cento dei nuovi casi in Italia sono “importati” dall’estero, ovvero sono provocati da coloro che tornano da una vacanza o da un viaggio di lavoro.

“In Italia, come in Europa e globalmente, si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia da Sars-CoV-2 – si legge nel documento dell’Iss – con tendenza ad un progressivo peggioramento e con un forte abbassamento dell’età mediana della popolazione che contrae l’infezione. L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è di 30 anni”. La circolazione del Coronavirus avviene “con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali e di aumentata mobilità. C’è emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero”, ma anche “una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”.

“La maggior parte dei casi – continua il documento – è stata contratta sul territorio nazionale (risultano importati dall’estero il 28,3% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio)”. Per quanto riguarda l’indice di trasmissione nazionale (Rt), questo valore oggi “è pari a 0.83 (0.67 – 1.06)”. Ma, avverte lo studio, “in questo particolare momento dell’epidemia l’indice di trasmissione (Rt) potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale. Pertanto l’Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza”.

Infine, un monito dall’Iss: visto che in 9 regioni c’è stato un aumento di casi diagnosticati non attribuibile unicamente a casi importati, occorre “invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione del Coronavirus è ancora rilevante. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico”.

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