Lo strano caso della raccolta fondi di Elisabetta Franchi: 210mila euro inutilizzati dopo oltre un mese di emergenza Covid

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 28 Apr. 2020 alle 12:50 Aggiornato il 30 Apr. 2020 alle 13:10
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Immagine di copertina

Coronavirus, il caso della raccolta fondi di Elisabetta Franchi

Nel pieno dell’emergenza Coronavirus numerosi personaggi pubblici si sono prodigati per aiutare gli ospedali in difficoltà attraverso raccolte fondi e donazioni online. Uno dei crowdfunding più riusciti è stato quello lanciato da Chiara Ferragni e Fedez, che hanno raccolto oltre 4 milioni di euro e destinato le donazioni al San Raffaele di Milano, dove è stato costruito un reparto di terapia intensiva grazie alla loro iniziativa. Il tutto è avvenuto nell’arco di due settimane, un periodo in cui i due noti influencer hanno aggiornato costantemente i donatori sull’andamento della raccolta e chiarito come il denaro sarebbe stato utilizzato. Non è avvenuto lo stesso con la campagna di crowdfunding “Se vuoi puoi”, promossa dalla fashion designer e imprenditrice Elisabetta Franchi, che vanta 2 milioni di follower sulla sua pagina Instagram e ha lanciato l’11 marzo scorso la raccolta “a sostegno degli ospedali che sono o si troveranno in difficoltà ad affrontare l’emergenza COVID-19”.

“Attraverso l’attivazione di questa raccolta fondi, che partirà con una mia donazione, la Fondazione Elisabetta Franchi Onlus si attiverà in maniera trasparente per intervenire prontamente a sostegno delle strutture e delle terapie intensive degli ospedali italiani in stato di emergenza”, recita il messaggio sulla piattaforma GoFundme, dove l’imprenditrice ha raccolto oltre 208.494 euro grazie a più di 1.000 donazioni. Il 20 marzo, quindi più di un mese fa, Elisabetta Franchi annunciava sulla sua pagina Instagram di aver raggiunto l’importo di 203mila euro, e che “la distribuzione sarebbe stata pubblicata”, ma da allora non ha comunicato più nessuna informazione sulla raccolta. E in effetti non è stato possibile recuperare dettagli sui destinatari delle donazioni, fermo restando che sarebbe stato più corretto dichiarare fin da subito a chi sarebbero state destinate. In particolare, più di un utente Facebook ha segnalato a noi di TPI che “nessuno riesce a sapere se e a quali strutture sono stati devoluti i fondi”, e che i post di richiesta informazioni “sono stati cancellati”.

Dopo altre segnalazioni, lunedì 27 aprile abbiamo chiesto dettagli direttamente ad Elisabetta Franchi, la quale però, a sorpresa e lasciandoci piuttosto stupiti, ha dichiarato al telefono di non conoscere con esattezza la destinazione dei fondi. “Mi trova impreparata, ma posso dirle che abbiamo deciso di non toglierci il dente in una volta sola, ma di affidarci direttamente agli ospedali. I soldi non li diamo alla protezione civile perché c’è troppa burocrazia e non arrivano dove devono arrivare”, ha dichiarato Franchi a TPI, aggiungendo poi di voler donare i fondi “a chi ha necessità, non solo in Emilia Romagna, che è la mia regione, ma a chi ne ha bisogno, in tutta Italia”. “Stiamo agendo su varie strutture. Siamo ancora in fase di decisione, per questo non abbiamo pubblicato ancora niente”, ha concluso Franchi, suggerendoci di parlare con il suo staff, che ne avrebbe saputo di più.

L’ufficio comunicazione della Betty Blue S.p.a, titolare del marchio Elisabetta Franchi, ha detto a noi di TPI che la decisione su come destinare i fondi non è stata ancora presa. “A breve comunicheremo sui nostri social dove andremo a mettere i soldi raccolti, circa 210mila euro, faremo una comunicazione ufficiale”, ha dichiarato un membro del suo team. “Siamo in fase di organizzazione, stiamo decidendo se darli alla Protezione Civile, stiamo cercando di fare delle ricerche, capire dove servono i soldi maggiormente in questo momento, perché un mese fa servivano per uno scopo, ora ne servono per un altro. Stiamo decidendo insieme all’amministratore delegato e alla signora Franchi come utilizzare questi fondi, stiamo cercando di capire chi ha più bisogno”.

Dall’ufficio promettono di comunicare a breve la destinazione, ma stupisce apprendere come, dopo più di un mese, la promotrice della campagna, sponsorizzata attraverso il suo marchio su social e riviste, non si sia occupata in prima persona dell’iniziativa e non sia stata in grado di parlarne a chi le ha chiesto informazioni. Nel frattempo, al netto di una curva del contagio che scende a fatica, l’emergenza ospedaliera è rientrata nella maggior parte delle regioni, persino in Lombardia. È dunque bizzarro che venga lanciata una raccolta fondi in piena emergenza, quando in effetti c’è necessità urgente di comprare macchinari e Dpi e di aiutare le strutture, e si lascino i soldi lì, inutilizzati per più di un mese, senza neppure aver individuato un destinatario, intervenendo forse a emergenza finita.

Così come è bizzarro che Elisabetta Franchi posti tutti i giorni contenuti polemici sul governo o considerazioni sull’emergenza, ma poi interrogata sulla sua raccolta fondi e sull’attività della fondazione che porta il suo nome, risponda al giornalista: “Mi coglie impreparata”. Strano, Fedez e la Ferragni sono stati sempre preparati, informati e con i soldi raccolti, la cui destinazione è stata chiara fin dall’inizio, hanno coperto un’emergenza. Adesso, visto che quel denaro è stato donato da migliaia di persone in buona fede, sarebbe ora che la Franchi gestisse l’operazione con trasparenza, seppure ormai a emergenza conclusa.

Dopo un’ultima telefonata con l’ufficio comunicazione della Betty Blue S.p.a, ci è stato comunicato che Elisabetta Franchi ha intenzione di devolvere i fondi a tre ospedali “uno del nord, uno del centro, uno del sud” d’Italia, ma non sappiamo ancora quali sono le strutture prescelte. Siamo in attesa di ricevere ulteriori dettagli da parte dello staff.

Su richiesta di Elisabetta Franchi e della casa di moda Betty Blue S.p.a, pubblichiamo la seguente rettifica pervenutaci il 29 aprile 2020:

“Nell’articolo si afferma che vi sarebbero ‘210mila euro inutilizzati dopo oltre un mese di emergenza Covid’, che non sarebbero state fornite informazioni sull’andamento della raccolta e sui destinatari delle donazioni, e che ‘sarebbe stato più corretto dichiarare fin da subito a chi sarebbero state destinate’ le somme raccolte. Tutte queste affermazioni risultano prive di fondamento, dovendosi fra l’altro precisare che:

1. La raccolta, promossa anche attraverso la piattaforma gofundme.com, è tutt’ora in essere, per cui non è veritiero parlare di somme inutilizzate, non essendo ancora terminata la raccolta fondi;

2. Sulla pagina di gofundme.com, sempre accessibile anche attraverso la bio del profilo www.instagram.com/elisabettafranchi, vi è un aggiornamento costante delle donazioni raccolte, il che smentisce l’affermazione secondo cui dopo il 20 marzo non sarebbe stata comunicata alcuna informazione al riguardo;

3. Fin dall’avvio della raccolta fondi è stato chiarito, con la massima trasparenza, che essa è destinata a strutture ospedaliere in relazione all’emergenza sanitaria tutt’ora in corso;

4. La decisione di non individuarle a priori è stata dettata dalla precisa volontà di procedere ad una attenta valutazione e di assicurare l’efficace impiego dei fondi anche in ragione del costante evolversi dell’emergenza.

Sotto quest’ultimo profilo, risulta fra l’altro scorretto quanto viene riferito circa il fatto che la signora Franchi non sarebbe stata in grado di parlare dell’iniziativa e che avrebbe dichiarato alla giornalista di essere “impreparata” in merito alla raccolta ed alla destinazione dei fondi. Il riferimento della signora Franchi era infatti da ricollegare unicamente al fatto di essere stata raggiunta, senza alcun preavviso, dalla chiamata della giornalista mentre si trovava impegnata per lavoro; anche la ricostruzione circa ulteriori contatti con suoi collaboratori risulta del tutto fuorviante”.

Di seguito la nota di commento di Selvaggia Lucarelli, responsabile delle sezioni cronaca e spettacolo:

“Apprendiamo con una certa perplessità il fatto che la signora Elisabetta Franchi ritenga che l’emergenza sanitaria sia ancora in corso e che dunque, se ne deduce, vi sia ancora tutto il tempo per destinare i fondi raccolti per le strutture Covid. In realtà, ad oggi, l’emergenza ospedaliera (quella per cui nasceva questa raccolta), il fabbisogno di respiratori e di nuovi posti per la terapia intensiva sono questioni fortunatamente – al momento- risolte, tanto che tra meno di una settimana il paese entrerà nella fase 2. E questo grazie alle misure di contenimento adottate e alle donazioni arrivate a destinazione dei tanti cittadini e imprenditori i cui soldi donati sono stati investiti tempestivamente, nel momento del bisogno massimo. La decisione della signora Franchi di non decidere con urgenza il destinatario della donazione ma di voler procedere, come scritto, a “un’attenta valutazione” mentre il paese faceva i conti con la più grande epidemia che lo abbia mai investito negli ultimi decenni lascia dunque perplessi. L’iniziativa in sé non è stata affatto criticata, ma la gestione della stessa e la mancata comunicazione, ancora oggi, dei nomi delle strutture a cui saranno devoluti i 200 000 euro non potevano che essere oggetto di una legittima attenzione sia da parte dei donatori a cui mai era stata data risposta che dei giornalisti, tra cui noi.  Nel frattempo, la signora Franchi, decida pure con calma, magari entro la fase 3”.

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