Coronavirus, per la riapertura di bar e ristoranti si pensa all’introduzione dell’autocertificazione per le famiglie

È una delle ipotesi al vaglio del Viminale per permettere ai ristoratori di guadagnare spazio all'interno dei propri locali

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 11 Mag. 2020 alle 13:42 Aggiornato il 11 Mag. 2020 alle 14:06
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Coronavirus, riapertura di bar e ristoranti: ecco l’autocertificazione per le famiglie

Con il prossimo step della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, quello al via in gran parte delle Regioni d’Italia il 18 maggio e che prevede la riapertura di negozi, bar, ristoranti e parrucchieri, si va verso l’autocertificazione per famiglie. È quanto ipotizzato dal Viminale per permettere ai titolari dei locali di riunire senza ulteriori restrizioni i nuclei familiari che vogliono recarsi al ristorante insieme, permettendo, allo stesso tempo, di guadagnare ulteriore spazio per i coperti. Le linee guida stilate da Inail e Iss per la riapertura dei pubblici servizi, infatti, prevedono, oltre alle regole di igiene ovviamente sempre raccomandate, vi debba essere “un limite di capienza predeterminato”. La questione più complicata in tal senso riguarda ovviamente i ristoranti dove, come si legge nel documento anticipato dal Corriere della Sera, la “la questione del distanziamento sociale assume un aspetto di grande complessità”.

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Come fare allora? Secondo le linee guida bisogna prevedere “il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali” e proprio per questo privilegiare gli spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi. Le indicazioni dei tecnici prevedono una revisione dei locali con “una rimodulazione dei tavoli e dei posti a sedere, garantendo il distanziamento dei tavoli non inferiore a 2 metri”. Le sedie dovranno essere disposte “in una maniera da garantire un distanziamento tra i clienti adeguato”, mentre tra un cliente e l’altro vi dovrà essere una “distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets”. Ma è proprio sul distanziamento delle sedie che arriva in soccorso il Viminale, che dovrebbe introdurre l’autocertificazione per le famiglie. Sostanzialmente le famiglie potranno presentarsi al ristorante con l’apposito modulo compilato che attesti la parentela e che sollevi i ristoratori da ogni responsabilità. Il modulo permetterà di allestire tavoli più piccoli, senza rispettare le distanze di sicurezza tra i membri dello stesso tavolo sostanzialmente, permettendo, così, di guadagnare anche maggiore spazio all’interno del locale.

Per quanto riguarda i servizi al tavolo, invece, le linee guida sottolineano che “andranno previste tutte le consuete misure di igienizzazione rispetto alle superfici evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati”. Il servizio a buffet sarà vietato, così come i menù cartacei. I piatti proposti dal locale, dunque, andranno scritti su una lavagna, su fogli monouso o illustrati attraverso un apposito servizio digitale scaricabile sul cellulare di ogni cliente. Le mascherine saranno obbligatorie per andare in bagno o per fare la fila alla cassa, possibilmente protette da una barriera di plexiglass e dove verranno privilegiati i “pagamenti elettronici con contactless”.

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