Colleferro, la rabbia degli amici di Willy Monteiro: “I fratelli Bianchi erano furie, li conoscevano tutti”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 7 Set. 2020 alle 19:36
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Immagine di copertina
Marco e Gabriele Bianchi

Willy Monteiro, gli amici: “I fratelli Bianchi erano furie”

Li conoscevano tutti qui quei due fratelli. Da due anni litigano e picchiano con le stesse modalità, sono stati autori di altri pestaggi”. A parlare è Alessandro, un amico di Willy Monteiro Duarte (qui un suo profilo), il 21enne italo capoverdiano ucciso a calci e pugni nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre a Colleferro (Roma). Con l’accusa di omicidio preterintenzionale sono stati arrestati quattro ragazzi, più un quinto complice. Tra questi i due fratelli Marco e Gabriele Bianchi, 24 e 26 anni. (Qui un loro profilo)

“Con uno di loro ho litigato pochi mesi fa perché dava fastidio a un mio amico – aggiunge l’amico di Willy – La rabbia è che non è la prima volta che fanno così. Si poteva evitare“. I due fratelli, cultori di Mma (Mixed martial arts), disciplina che mescola boxe e arti marziali, sarebbero infatti abituati a esercitare la violenza anche fuori dal ring. Fra loro c’è chi ha precedenti per spaccio, chi per lesioni e non è la prima volta che vengono coinvolti in risse notturne. I carabinieri, infatti, hanno impiegato poco tempo a rintracciarli, dal momento che sono ben conosciuti nella zona, gli aggressori venivano soprannominati “la banda di Artena”.

“Eravamo molto amici, frequentavamo da tempo la stessa comitiva. Ero lì davanti, l’ho visto morire. Non potrò mai togliermi la scena dalla testa, non respirava più”, racconta all’Adnkronos Lorenzo, un altro amico di Willy Monteiro, rimasto accanto al 21enne durante i suoi ultimi istanti di vita. “È stato tutto molto veloce – aggiunge – sono rimasto vicino a lui per un’ora, forse meno. Quelli erano delle furie. Non ricordo molto bene. Sono ancora sotto choc, sono due giorni che non dormo e rivivo quei momenti. Queste cose non si dimenticano”. “Willy qui lo conoscevano tutti. Un ragazzo solare, silenzioso, buono, non avrebbe mai fatto male ad una mosca. Una tragedia incredibile”, conclude Lorenzo.

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