Ciclista di 22 anni cade in volata e si schianta su un cancello: morto dopo 36 ore di agonia

Giovanni Iannelli è caduto durante una gara in provincia di Alessandria. Le sue lesioni sono apparse da subito gravissime

Di Alice Possidente
Pubblicato il 7 Ott. 2019 alle 18:18
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Immagine di copertina

Ciclista cade in volata, morto per le lesioni

È caduto a 100 metri dal traguardo, durante la volata e ha urtato contro il pilastro di un cancello a bordo strada. Un colpo talmente violento da distruggere il casco. È morto così un ciclista di 22 anni, Giovanni Iannelli.  L’incidente risale a sabato, 5 ottobre, ma il giovane è morto in ospedale dopo 36 ore circa di agonia.

Iannelli era un ciclista dilettante di Prato e sabato 5 ottobre stava correndo l’87° Circuito Molinese, una gara a Molino dei Torti in provincia di Alessandria ed era tesserato con la società toscana Hato Green-Cipriani & Gestri di San Giusto di Prato.

Subito dopo la caduta, il personale medico dell’organizzazione aveva subito soccorso il giovane ciclista, che era stato poi trasportato in codice rosso in elicottero all’ospedale di Alessandria. Le sue condizioni sono apparse gravissime da subito. Operato nella notte, è rimasto tra la vita e la morte fino alla scorsa notte.

Il ciclismo era una passione di famiglia. Il papà di Giovanni è vice presidente del Comitato regionale della Federazione ciclistica italiana ed è stato per molti anni presidente del Gran premio di Prato professionisti.

Il cordoglio del Ct della Nazionale

Anche il Ct della nazionale di ciclismo Davide Cassani ha commentato la tragica notizia in un post su Facebook: “Non esistono parole che possano mitigare il dolore di una tragedia come questa. Giovanni Iannelli, sabato, stava disputando una volata, una delle tante. Mancavano 100 metri, il traguardo poteva vederlo. Chissà quante volte è passato sotto uno striscione d’arrivo, chissà quanti giorni ha sognato di arrivarci prima di tutti gli altri. Sabato quello striscione lo ha solo intravisto, in lontananza. A 100 metri, in piena volata, è caduto a terra e la sua vita si è fermata lì. Quando muore un corridore muore una parte di noi, quando a perdere la vita è un ragazzo di 22 anni le domande che ci facciamo sono infinite ma di risposte non se ne trovano. Ci troviamo improvvisamente fragili, tristi, disperati. E penso alla sua famiglia, ai suoi compagni di squadra, ai suoi amici, a tutte quelle persone che in questo momento stanno piangendo la perdita di un figlio, un compagno di squadra, un ragazzo di 22 anni”.

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