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Home » Cronaca

Bambino col cuore danneggiato, gli esperti dicono no a un nuovo trapianto

Immagine di copertina
Credit: AGF

Parere negativo dai luminari convocati appositamente a Napoli. Intanto il Ministero della Salute ha inviato gli ispettori

Il bambino di 2 anni di Napoli a cui è stato impiantato per errore un cuore danneggiato non può essere sottoposto a un nuovo trapianto. Questa la conclusione a cui è giunto il pool di esperti appositamente convocato nell’ospedale Monaldi del capoluogo partenopeo. Il parere è arrivato nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 18 febbraio, dopo che nella serata di ieri si era reso disponibile un nuovo cuore.

L’equipe di luminari è composta da Carlo Pace Napoleone dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, Amedeo Terzi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Guido Oppido dell’Ospedale Monaldi di Napoli.

Dopo il primo intervento, avvenuto lo scorso 23 dicembre, il bambino è ricoverato in terapia intensiva al Monaldi in condizioni “gravi e stabili”.

“Ogni decisione in merito all’eventuale trapianto del cuore nuovo sarà presa solo in seguito alla valutazione del team di esperti”, aveva fatto sapere all’alba di oggi l’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, da cui dipende il Monaldi. “L’attesa – viene garantito – non avrà alcuna ripercussione sul cuore del donatore in quanto compatibile con la gestione della donazione in corso”.

Gli esperti, in particolare, erano chiamati a verificare se sussistano le condizioni per rischiare un nuovo trapianto e se si possano praticare terapie che attenuino le patologie concomitanti.

“Si deve valutare se il gruppo sanguigno di questo cuore è compatibile con quello di Domenico”, aveva spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino, intervenendo nella serata di ieri al programma tv È  sempre Cartabianca.

Sulla vicenda, la Procura di Napoli ha avviato un’inchiesta che vede indagate attualmente sei persone per lesioni colpose. Secondo quanto emerso, gli inquirenti avrebbero scoperto che, nel precedente trapianto, non andato a buon fine, il cuore fu trasportato da Bolzano al capoluogo campano all’interno di un contenitore ritenuto “fuori dalle linee guida”. Ciò perché, sembra, che il personale non fosse adeguatamente formato per l’uso dello strumento più moderno.

Intanto il Ministero della Salute ha inviato al Monaldi degli ispettori per acquisire tutti i documenti relativi alla vicenda del cuore danneggiato. In seguito gli ispettori si trasferiranno a Bolzano per acquisire altro materiale documentario.

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