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Arresti Casamonica: cosa sappiamo del blitz del 9 maggio a Roma

Immagine di copertina

Arresti Casamonica | Cosa sappiamo | Blitz | 9 maggio | Roma | Oggi | News

Arresti Casamonica- Giovedì 9 maggio 2019 sono state arrestate 22 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

Alcune delle persone sottoposte alle misure cautelari fanno parte del clan dei Casamonica (Chi sono i Casamonica: qui una spiegazione completa).

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, lo spaccio di droga avveniva in particolare nella zona di via del Quadraro, quartiere di Porta Furba a Roma.

Il giro d’affari in questione è molto elevato, si stima di circa 100mila euro al mese.

Si tratta di un duro colpo per il clan dei Casamonica, anche perché va a toccare un settore ancora non del tutto esplorato rispetto ai business del clan, quello appunto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Arresti Casamonica | I precedenti

Nell’ultimo anno sono aumentate le retate nei confronti del clan dei Casamonica.

Lo scorso 15 aprile il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha emesso 23 ordinanze di misure cautelari nei confronti di alcuni membri delle famiglie Casamonica, Spada e Di Silvio.

Le accuse, in quel caso, erano di estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, spaccio di stupefacenti.

Gli arresti erano avvenuti nell’ambito dell’operazione “Gramigna”, avviata nell’estate del 2018, quando erano state arrestate 31 persone sia a Roma sia nelle province di Reggio Calabria e Cosenza.

All’epoca, alle persone fermate furono contestati i reati di traffico di droga, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti, nonché l’aggravante di averli commessi con metodo mafioso, secondo l’articolo 416bis del codice penale, “per avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata clan Casamonica”.

arresti casamonica
Un’immagine del funerale di Vittorio Casamonica

Arresti Casamonica | Le ville

Lo scorso novembre sono state abbattute alcune delle case abusive appartenenti al clan dei Casamonica.

Le abitazioni si trovavano proprio in via del Quadraro, periferia est di Roma.

Dopo l’intervento di sgombero, eseguito martedì 27 novembre da parte della polizia locale di Roma Capitale, sono entrate in azione le ruspe per la demolizione.

Le operazioni  hanno visto impegnate centinaia di persone: non solo gli agenti della polizia locale, che hanno presidiato l’intera area 24 ore al giorno, consentendo così il regolare svolgimento dei lavori, ma anche il personale tecnico, oltre agli operai che hanno lavorato senza sosta per portare a termine gli interventi di demolizione in tempi rapidi.

arresti casamonica
Gli interni delle ville dei Casamonica

Il clan 

Il clan dei Casamonica è una delle famiglie criminali più influenti della capitale, con un patrimonio da 90 milioni di euro e almeno mille “affiliati”.

L’area di attività dei Casamonica sarebbe soprattutto il sudest di Roma, quella zona che oltre la basilica di San Giovanni in Laterano, seguendo la via Appia Nuova e la Tuscolana, attraversa i popolosi quartieri del Tuscolano, di Don Bosco, di Cinecittà e della Romanina fino a raggiungere i Castelli Romani. La stessa zona dove, appunto, si è svolto il funerale di Vittorio Casamonica.

Negli anni, i Casamonica hanno raggiunto un patrimonio stimato dagli inquirenti intorno ai 90 milioni di euro e, secondo un censimento condotto dalla polizia, il clan può contare su circa un migliaio di uomini. Secondo gli investigatori, le principali attività compiute dal clan sarebbero l’usura, le truffe e il traffico di sostanze stupefacenti.

Un ruolo importante nell’organizzazione della famiglia è in mano alle donne, spesso inserite in ruoli di rilievo. Questo aspetto emerse ampiamente durante alcuni arresti avvenuti nel 2012 e altri nel 2013, che mostrarono come diverse donne della famiglia gestivano lo spaccio nell’area della Romanina, a Roma.

Nello Trocchia: Il clan più potente ignorato per anni, così i Casamonica hanno conquistato Roma

Il video dell’aggressione alla ragazza disabile nel bar

Ad aprile 2018 due esponenti dei Casamonica hanno pestato un barista e una ragazza disabile a Roma.

L’aggressione è avvenuta in via Salvatore Barzilai.

A provocare l’ira di Antonio Casamonica e di suo cugino Alfredo Di Silvio, la circostanza di essere stati serviti al bar dopo un ragazzo romeno.

I due hanno esclamato: “Questi romeni di merda non li sopporto proprio”.

Nel bar c’era anche una ragazza disabile, che ha risposto ai due esponendi del clan: “Se il bar non vi piace andate altrove”, ha detto.

La reazione dei Casamonica è stata brutale: Antonio Casamonica e Alfredo Di Silvio le hanno preso gli occhiali, gettandoli dietro il bancone.

A quel punto, uno dei due si è sflilato la cinta e ha iniziato a prendere la ragazza a frustate. Una volta a terra, la giovane è stata colpita con calci e pugni.

Poi le minacce dei Casamonica: “Se chiami la polizia ti ammazziamo”.

In un video esclusivo del quotidiano La Repubblica, si vedono le fasi in cui comincia l’aggressione alla ragazza da parte dei Casamonica.

ECCO IL VIDEO (IMMAGINI FORTI):

Dopo aver picchiato a sangue la ragazza, i due sono allontanati, ma poco dopo Di Silvio è tornato nel bar con il fratello Vittorio.

Nello Trocchia:  I Casamonica e il rampollo della ‘ndrina stragista

Salvatore Casamonica, classe 1988, ritenuto esponente di spicco dell’omonimo clan sinti era interno ad una joint venture con camorra e ‘ndrangheta per fare affari nella capitale, città di accordi e pace tra gruppi criminali.

La rete emerge dal provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Roma che ha portato al sequestro tra Campania, Calabria, Lombardia e Lazio di diversi immobili, auto intestati a diversi soggetti, beni ritenuti frutto di proventi illeciti per un ammontare di circa 30 milioni di euro. La proposta è arrivata dalla divisione anticrimine della questura di Roma.

Dalle carte che hanno portato alla confisca – il sequestro era arrivato nel 2016 – emergono rapporti tra i Casamonica e una potente famiglia di ‘ndrangheta, quella dei Filippone, in particolare il rampollo di famiglia Francesco, residente a Roma.

Qui l’articolo completo di Nello Trocchia

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