L’associazione degli anestesisti: “Il Covid non è meno aggressivo, casi gravi come a marzo”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 6 Set. 2020 alle 16:03
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Credit: Ansa

Gli anestesisti: “Casi gravi come a marzo, il Covid non è meno aggressivo”

“Il Covid non è meno aggressivo, registriamo casi gravi come a marzo”: lo dichiara Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, che lancia un appello a non abbassare la guardia. “La curva epidemica si sta alzando, e così anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva – dichiara Vergallo – E i malati di Covid-19 che vengono ricoverati in questi reparti non sono meno gravi di quelli arrivati a marzo o aprile”. “Non ci convince quanto detto da alcuni in questi mesi che il virus sia diventato meno aggressivo – continua l’esperto – La curva epidemica sta risalendo, così come i casi in terapia intensiva, che hanno un’età media più bassa. Per fortuna siamo lontani dal livello di allarme rosso dei mesi di marzo e aprile, grazie al contenimento sociale”.

Sul suo profilo Facebook, inoltre, Vergallo spiega: “Ho taciuto pubblicamente sui media per un po’, adesso è ora di contrattaccare le stupidaggini di ogni genere e specie”. Nessun riferimento specifico, ma le dichiarazioni di Vergallo non possono non far pensare a quelle del professor Alberto Zangrillo, il primario del San Raffaele il quale da mesi va ripetendo che “il virus è clinicamente morto”. Parole sulle quali lo stesso Zangrillo, in seguito alla positività del suo paziente più eccellente, l’ex premier Silvio Berlusconi, ha fatto una parziale autocritica affermando: “Non nego di avere usato un tono forte e stonato quando il 21 maggio dissi che il virus era clinicamente morto”.

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