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Alan Kurdi, 5 migranti evacuati: 4 sono minori. Uno di loro ha tentato il suicidio, è stato fermato dall’equipaggio

Le persone a bordo dell'imbarcazione sono sfinite. "Abbiamo bisogno di un porto sicuro", ripete la ong Sea Eye

Di Donato De Sena
Pubblicato il 7 Set. 2019 alle 14:20 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:20
Immagine di copertina
Foto dall'account Twitter di Sea Eye

Alan Kurdi, 5 migranti evacuati: uno ha tentato il suicidio

Cinque dei 13 migranti salvati dalla nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye sono stati evacuati oggi, sabato 7 settembre, per motivi medici. A confermarlo è stato proprio lo staff della Sea Eye, che da oltre una settimana è al largo di Malta in attesa di conoscere il posto dove sbarcare. Quattro delle persone evacuate sono minorenni, tre 17enni e un 15enne. Per uno di loro è stata disposta l’evacuazione dopo un tentativo di suicidio.

La notizia del tentato suicidio è stata diffusa dai canali ufficiali di Sea Eye. In un tweet pubblicato ieri, venerdì 6 settembre, si legge: “La situazione a bordo della Alan Kurdi peggiora ogni ora. Ieri sera, uno dei nostri ospiti ha cercato di togliersi la vita. Gli altri e il nostro equipaggio lo hanno fermato. Queste persone sono sfinite. Abbiamo bisogno di un porto sicuro. Subito”.

sea eye migranti alan kurdi
Immagine dall’account Twitter @seaeyeorg

Cecilia Strada ha commentato: “Malta dovrebbe indicare un porto sicuro ma non lo fa, l’Italia ha ribadito il divieto di ingresso. La vergogna europea continua. #fateliscendere”, ha concluso il post.

Dopo la nascita del governo Conte bis sostenuto da Pd e M5S, Sea Eye ha chiesto al Ministero dell’Interno se il decreto Sicurezza bis fosse ancora da considerare valido. La Ong il 5 settembre, due giorni fa, in un post ha scritto: “L’Italia ha un nuovo governo. Per questa ragione il comando della Alan Kurdi alle 10,25 ha chiesto al Ministero dell’Interno se il cosiddetto ‘decreto Salvini’ avesse ancora validità. Alle 12,26 il Ministero ha risposto breve e secco: ‘Vi informiamo che il decreto 53/2019 è ancora valido'”.

Per il capo missione della nave, Jan Ribbeck, la risposta del Viminale è stata deludente: “A quanto pare, anche il nuovo governo di Roma mantiene la linea dura contro i soccorritori”, ha affermato.