Feltri e i “meridionali inferiori”: Agcom condanna Mediaset per hate speech

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 2 Lug. 2020 alle 08:26 Aggiornato il 2 Lug. 2020 alle 08:35
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Feltri e i “meridionali inferiori”: Agcom condanna Mediaset per hate speech

Poco più di due mesi fa, nella puntata del 21 aprile 2020 della trasmissione di Rete 4 “Fuori dal coro”, il direttore di Libero Vittorio Feltri definiva i meridionali “inferiori”: oggi è arrivata la condanna per Mediaset da parte di Agcom. Il consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, si legge nella nota pubblicata sul sito, in quella puntata “ha accertato la violazione del regolamento di contrasto all’hate speech di cui alla delibera 157/19/Cons nei confronti dell’emittente R.T.I (acronimo di Reti Televisive Italiane Spa, società del Gruppo Mediaset, ndr)”. Secondo l’Agcom, in particolare, “il conduttore della trasmissione, Mario Giordano, non si è adeguatamente dissociato dalle dichiarazioni di Feltri riguardo i ‘meridionali'”. Per questo motivo e “tenendo conto della ripetitività e della gravità dell’insieme degli episodi già contestati all’emittente per la medesima trasmissione”, l’Autorità ha deciso di diffidare Mediaset “a non reiterare le condotte contestate”.

Ma le dichiarazioni di Feltri a “Fuori dal coro” non sono le uniche finite sotto la lente di ingrandimento dell’Agcom. Il comunicato, infatti, pone l’attenzione anche su un’altra puntata della trasmissione di Mario Giordano, quella del 16 giugno 2020. In quel caso, si parla del “comportamento tenuto dal conduttore in relazione alle dichiarazioni di Iva Zanicchi”. La celebre cantante aveva parlato in questi termini degli immigrati: “Questi giovani africani non hanno rispetto. Sono prepotenti: pretendono e vogliono. Cosa fanno durante il giorno? Vanno in città per mettersi a spacciare e, se possono, stuprano. Perché sanno che in questo Paese non gli succederà nulla. Nei loro Paesi se si comportassero così andrebbero in galera o li farebbero fuori. O no? Qui invece sono padroni di fare tutto ciò che vogliono”.

Per questo motivo, l’Autorità “si è riservata un’analisi complessiva dell’intero ciclo della trasmissione al fine di individuare l’eventuale natura sistematica di violazione dei principi di cui agli art. 3, 4 e 32 del Tusmar” (relativi ai principi generali e alla rettifica). Nella stessa occasione, il Consiglio dell’Agcom “ha diffidato l’emittente Radio 105 a non reiterare nella trasmissione ‘Zoo105’ espressioni dal contenuto fortemente denigratorio rispetto a categorie oggetto di stereotipi in quanto estranee all’eccezione della satira e in violazione del regolamento di contrasto all’hate speech”.

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