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“Rapporti sessuali, costrizioni, minacce. A 18 anni il seminario mi ha distrutto la vita”: la denuncia di un professore

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 15 Feb. 2020 alle 18:21
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Immagine di copertina

Violentato e minacciato dai preti in seminario, denuncia dopo 20 anni

Gianbruno Cecchin, docente universitario di Filosofia, bioetica e antropologia filosofica di 48 anni a Treviso ha deciso di denunciare pubblicamente, dopo 20 anni, gli abusi sessuali di cui è stato vittima mentre frequentava il seminario vescovile.

“Infami, vermi, approfittatori, criminali”, ha scritto il professore nella lettera recapitata al vescovo di Treviso, Michele Tomasi, e per conoscenza anche a Papa Francesco, al presidente della Cei e all’arcivescovo metropolita di Perugia, il 16 dicembre scorso.

Dopo una seconda missiva inviata a gennaio, il Vescovo ha risposto proponendo al docente un incontro. Che Cecchin ha però rifiutato.

“Io voglio che il vescovo agisca, non che mi parli. Mi sono fatto sbattezzare perché non credo più in Dio e nella giustizia divina, ma credo in quella terrena e pretendo che sia fatta”, ha scritto nella lettera riportata dal Messaggero.

Alla procura di Treviso ha invece depositato la querela contro i suoi aguzzini: il responsabile della Comunità Vocazionale e il suo assistente, che ora sono entrambi parroci.

“Dio non archivia”, ha scritto nella lettera Cecchin.

Ma cosa lo ha spinto a denunciare solo adesso un episodio accaduto oltre 10 anni fa? Per sua stessa ammissione, è stato il summit in Vaticano sulla pedofilia di febbraio 2019 a dargli la forza di parlare degli abusi subiti quando era adolescente.

“La mia vicenda è quella di tanti ragazzi vissuti all’ombra del campanile, negli ambienti della chiesa fin da piccolo. A 8 anni ho iniziato a fare il chierichetto, a 15 l’animatore nella mia parrocchia, a 18 a frequentare il Gruppo Diaspora perché sentivo una sorta di chiamata a diventare prete. L’anno successivo, dopo la maturità, sono entrato in comunità vocazionale. Ero pieno di vita e di sogni, volevo fare un’esperienza forte per capire meglio la mia vocazione”.

“Ma è stato proprio lì dentro, nelle maledette mura del seminario, altro luogo satanico, che è avvenuto quello che mai avrei pensato mi succedesse. Per un anno non ho avuto la forza di andarmene, anche perché erano tempi in cui ancora non si poteva parlare di pedofilia e di abusi sessuali da parte di preti”, ha rivelato Cecchin.

Il 48enne, all’epoca, non riuscì a dire niente. Tutto quello che fece fu scappare dal seminario di notte per cercare aiuto all’episcopio parlando con l’allora vicario generale. Dopo quattro mesi dal primo episodio di violenza sessuale, Cecchin lasciò il seminario. Un periodo in cui avrebbe subito altre violenze: rapporti sessuali, costrizioni, vessazioni psicologiche e minacce.

Il professore ha raccontato di ricevere minacce di morte ancora oggi dagli stessi preti che hanno abusato di lui: “Se parli sei morto”, gli hanno detto.

Intimidazioni così forti da averlo indotto a tentare il suicido nel 2010, prima di partire come volontario di Medici Senza Frontiere e trovare il coraggio di andare avanti.

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