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Reddito di cittadinanza, i dati Inps: Campania in testa per domande accolte

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Reddito di cittadinanza dati Inps | Campania in testa per domande accolte

Reddito di cittadinanza dati Inps | Dopo che l’Inps ha fornito gli ultimi dati, aggiornati al 30 maggio 2019, per quanto riguarda il reddito e la pensione di cittadinanza, risulta essere la Campania, di nuovo, la regione con il più alto numero di domande accolte, seguita da Sicilia e Puglia.

Secondo quanto riportato dall’istituto di previdenza, infatti, sono oltre 674mila le domande che hanno finora ricevuto esito positivo su un totale di 1.25 milioni di istanze presentate: 123.034 richiedenti a cui è stato autorizzato l’accredito del sussidio, quindi, provengono dalla Campania, 117.923 dalla Sicilia e 62.608 dalla Puglia. Ci sono poi il Lazio con 62.108 domande accolte, la Lombardia con 53.219 e la Calabria con 48.703.

Analizzando invece i dati delle città, a risultare prima è sempre Napoli con 71.876 istanze mandate in pagamento, seguita da Roma (41.404) e Palermo (35.245). Il numero di domande, comunque, va via via diminuendo man mano che passano i mesi: se nel corso della prima fase, quindi tra il 6 e il 31 marzo, erano state inviate 820.994 richieste, ad aprile questo numero è sceso a 243.481 e a 187.723 a maggio. Per quanto riguarda questo ultimo mese, comunque, occorre specificare che ci sono circa 9mila domande ancora “in sospeso” e la cui elaborazione, perciò, deve essere ultimata da parte dell’Inps.

In quanto al numero di singoli percettori del beneficio economico introdotto con il decretone insieme alla riforma delle pensioni Quota 100, invece, nonostante l’Inps non abbia fornito un numero preciso, secondo quanto stimato dal Sole 24 Ore dovrebbero essere quasi 1,9 milioni le persone che hanno ricevuto il reddito o la pensione di cittadinanza nei primi due mesi.

Ad ogni modo, secondo quanto riportato dalla Banca d’Italia nel suo Rapporto annuale, non tutti i 5 milioni di poveri assoluti presenti in Italia sono beneficiari del reddito o della pensione di cittadinanza: il motivo è certamente da ricercarsi nei diversi paletti previsti per l’accesso al sussidio economico, che viene appunto concesso solo a quei nuclei in possesso di determinati requisiti di residenza, reddito e patrimonio.

Secondo Bankitalia, infatti, il 6 per cento dei poveri assoluti non possiede il requisito dei 10 anni di residenza in Italia (di cui gli ultimi due in maniera continuativa) e il 35 per cento quelli di reddito e patrimonio. Tale disallineamento tra platea di poveri assoluti e di beneficiari del sussidio risulta essere più evidente al Nord e al Centro Italia per via della maggiore presenza di stranieri e del più alto costo della vita.

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