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Un anno di governo gialloverde: ecco come è andato

Immagine di copertina
Di Maio, Conte e Salvini

Governo M5S Lega un anno | Contratto di governo | Come è andato

Governo M5S Lega un anno | Il governo M5s-Lega soffia sulla sua prima candelina. Un anno di bagarre e tensioni, un anno di proposte che volevano disfarsi del passato politico, 365 giorni di presenza giallo-verde nell’esecutivo italiano.

La legislatura – L’esecutivo di Giuseppe Conte è in carica a partire dal 1 giugno del 2018 ed è il numero 65 della Repubblica, primo della XVIII legislatura.

> Il contratto di governo punto per punto

Stravolgimenti di forze – Il governo si trova oggi scombussolato dal voto europeo, che ha ribaltato i rapporti di forza tra i due poli della maggioranza. ​

La sua nascita, dopo 88 giorni di faticosa ‘gestazione’, è frutto della particolare alleanza tra due partiti che si erano presentati in contrapposizione alle politiche del 4 marzo, ottenendo il 32 per cento, il Movimento 5 stelle, e il 17 per cento, la Lega.

Mentre, ora, con le elezioni europee di domenica, gli ‘equilibri’ si sono invertiti: oltre il 34 per cento i voti ottenuti dal partito di Matteo Salvini e 17 per cento quelli della formazione di Luigi Di Maio.

> Chi ha vinto le elezioni europee: la mappa

Governo M5S Lega un anno | Elezioni europee

Il “Capitano” – Tutte le fasi di questi 12 mesi di governo sono state caratterizzate dalla centralità del leader leghista, considerato il vero protagonista della stagione politica attuale, oltre che da un clima di grande litigiosità tra alleati.

> “L’Italia del Capitano” (L’editoriale di G. Gambino)

Governo M5S Lega un anno | Mattarella

PRIMAVERA 2018: IL RODAGGIO CON MATTARELLA

Il ruolo di Mattarella – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato molto presente in una prima fase, in sostegno alle decisioni del presidente del Consiglio, avvocato di professione ‘prestato’ alla politica.

Come è avvenuto, per esempio a luglio 2018, quando si è resa necessaria una telefonata di Sergio Mattarella a Conte per ‘uscire dall’empasse del caso della Diciotti e portare allo sbarco dei migranti che si trovavano sulla nave (Qui tutti i dettagli sul caso Diciotti).

Ponte Morandi

ESTATE 2018: IL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Le infrastrutture – La scorsa estate è stata segnata dal crollo del Ponte Morandi, a Genova. Forte segnale del consenso che il ‘governo del cambiamento’ cominciava a ridiscutere tra la gente è stato il lungo applauso tributato ai vice premier Salvini e Di Maio in occasione del funerale delle vittime.

> “Io, primo ad arrivare dopo il crollo del ponte di Genova: ho visto le persone nelle auto morire”

Governo M5S Lega un anno | Il Decreto Sicurezza

AUTUNNO 2018: IL DL SICUREZZA

La stretta sui migranti – L’autunno è stato caratterizzato, nella prima parte, dall’approvazione della legge su sicurezza e immigrazione voluta da Salvini.

Il ministro dell’Interno ha disposto la riforma del sistema di accoglienza che ha portato al superamento dello Sprar e alla riduzione dei fondi, mentre continuava la cosiddetta politica dei ‘porti chiusi’ ovvero il blocco dell’arrivo delle navi Ong che avevano soccorso i migranti.

> Cosa prevede il Decreto sicurezza

Governo M5S Lega un anno | Bruxelles

La manovra – Ma la parte ‘difficile dell’autunno, come ogni anno e per ogni governo, è stata occupata dalla preparazione e dall’approvazione della manovra e delle due misure bandiera, il reddito di cittadinanza, per i 5 stelle, e ‘quota 100’ sulle pensioni, per la Lega.

> Tutti gli aggiornamenti su pensioni e quota 100

A settembre, ha fatto scalpore l’esultanza di Di Maio, al termine del Consiglio dei ministri in cui M5s e Lega avevano trovato l’accordo sul Def (fissando l’obiettivo di deficit/Pil al 2,4 per cento).

Affacciato al balcone di Palazzo Chigi, con gli altri ministri del Movimento 5 Stelle, il vicepremier ha festeggiato di fronte a un gruppo di parlamentari pentastellati, con bandiere e striscioni, in piazza Colonna.

“Oggi aboliamo la povertà”, ha scandito il capo politico dei Cinque Stelle.

Governo M5S Lega un anno | Conte

L’Ue – In coincidenza con la discussione della legge di bilancio potrebbe essere identificata una ‘fase due’ dell’esecutivo, durante la quale, nella lunga e difficile trattativa con la Commissione europea per la definizione degli obiettivi della manovra, il presidente del Consiglio è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Spesso, prima di allora, messo in ombra dai suoi due ‘ingombranti’ vice, Conte ha evitato la procedura di infrazione da parte dell’Ue, negoziando un obiettivo di rapporto deficit/Pil per il 2019 pari al 2,04 per cento (e quindi rivisto rispetto al 2,4 per cento iniziale).

> Procedura di infrazione per deficit eccessivo: cosa rischia l’Italia dopo la lettera della Commissione Ue

 

INVERNO 2018: LE AMMINISTRATIVE

Campagna elettorale – Dopo l’ok alla legge di bilancio, era atteso un momento di relativa ‘pace’ tra alleati. Ma da gennaio è partita l’offensiva del M5s – fase tre – che ha cercato di reagire alla predominanza di Salvini e ha sostanzialmente avviato la campagna elettorale in vista delle Europee del 26 maggio. C

on l’ultimo mese particolarmente cruento, con quotidiani e feroci duelli tra alleati al limite dell’insulto.

In un panorama in cui le elezioni amministrative, a cadenza regolare, hanno contribuito ad agitare gli animi (con la Lega che a livello locale ha mantenuto la fedeltà alla vecchia coalizione di centrodestra con FI e FdI) sono stati diversi i momenti di alta tensione interna alla maggioranza.

Tra i più gravi si può citare il cosiddetto caso della ‘manina’, ovvero quando Di Maio, a ottobre, ha accusato i leghisti di aver cambiato di nascosto (proprio con una ‘manina’) il decreto fiscale, introducendo un condono avverso al Movimento.

> Forse ha un volto la “manina” del decreto fiscale che ha messo in difficoltà il governo

Le fratture si sono sempre, anche se a fatica e in vertici lunghi e complicati, sempre rimarginate e i senatori 5 stelle si sono addirittura schierati a difesa di Salvini, arrivando, per la prima volta nella storia del Movimento, a votare contro una richiesta di autorizzazione a procedere (contro il ministro dell’Interno, accusato di sequestro aggravato di persona nel caso della nave Diciotti).

Governo M5S Lega un anno | Caso Siri

PRIMAVERA 2019: LE AMMINISTRATIVE

I nodi – Due, infine, i nodi più drammatici: la Tav e il caso Siri. In entrambi i casi, la Lega si è spinta ad accusare il presidente del Consiglio di “non essere più super partes” (copyright di Giancarlo Giorgetti).

La Tav – Sull’Alta velocità Torino-Lione, il premier ha avviato una interlocuzione con la Francia per ridiscutere il progetto dopo gli esiti negativi dell’indagine costi-benefici commissionata dal Mit del pentastellato Danilo Toninelli.

Il Caso Siri  – Ma è sulla ‘cacciata’ del leghista Armando Siri che si è consumato lo strappo più profondo, a pochi giorni dal voto europeo. L’ex sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti è stato indagato per corruzione e gli è stato revocato per questo revocato l’incarico.

> Tutto quello che c’è da sapere sul Caso Siri

I Cinque stelle hanno disposto subito il ritiro delle deleghe al sottosegretario alle Infrastrutture, accusato di corruzione nell’ambito di un’indagine sull’eolico.

> Tav, Tap, Ilva: tutti i tradimenti del M5S sull’ambiente

Governo M5S Lega un anno | Le promesse non mantenute

Le promesse di contratto – Nel suo primo anno di vita, il governo M5s-Lega ha mantenuto solo 37 delle 317 promesse contenute nel contratto di governo. Il dato impietoso arriva da un’analisi del contratto condotta dal sito Pagella Politica. Si tratta, in percentuale, di un misero 11.1 per cento.

Troppo poco per quello che si professava “il governo del cambiamento”.

> Il potere per il potere: così il M5S ha cambiato pelle in un anno. Una fotografia