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Salvini vuole cambiare nome alla Lega: da partito del Nord a partito della nazione

Immagine di copertina
Matteo Salvini

SALVINI 49 MILIONI – Cambio di nome, fine dei riferimenti al Nord, metamorfosi da partito del settentrione a partito della nazione.

Sarebbe questo, secondo quanto riportato da un retroscena de La Stampa, il piano che vorrebbe attuare a breve Matteo Salvini. Un piano che servirebbe a lanciare il Carroccio verso le elezioni europee completandone la transizione a partito in grado di rappresentare tutti gli italiani.

Ma che avrebbe un altro vantaggio tutt’altro che secondario: Salvini spera infatti “che i giudici non accollino alla nuova Lega i 49 milioni da rimborsare”, scrive il quotidiano torinese.

(Qui l’inchiesta esclusiva di TPI: Ecco che fine hanno fatto i 49 milioni della Lega – Video)

Nuovo partito, niente più soldi da restituire insomma. La Lega 2.0 garantirebbe quindi al ministro dell’Interno vantaggi sia politici sia contabili.

L’idea di un nuovo partito, con intenti però assai diversi, era stata lanciata solo pochi giorni fa da un altro big della Lega, Roberto Maroni.

L’ex governatore della Lombardia, infatti, in un’intervista a Repubblica aveva parlato della necessità di creare un “partito del Nord”, in grado di rappresentare i ceti produttivi del settentrione.

Lo schema è insomma inverso rispetto a quello di Salvini: se quest’ultimo vuole riporre in soffitta le nostalgie padane e presentare il Carroccio come partito della nazione, Maroni vorrebbe invece affiancare alla nuova Lega nazionale una formazione politica che resti ancorata al Nord Italia.

(Qui l’inchiesta esclusiva do TPI sulle doppie tessere della Lega: Così Salvini si è fatto due partiti, uno per il Nord e uno per il Sud Italia)

In ogni caso, sempre secondo La Stampa c’è chi, all’interno del partito, avrebbe sconsigliato a Salvini di attuare questo restyling con le elezioni europee alle porte. C’è “chi sostiene invece che non si è mai visto un partito commissariare le sue sedi regionali e cambiare nome a ridosso delle elezioni”.

Ma Salvini avrebbe risposto così a queste obiezioni: “Dovremo comunque affrontare la questione. Questo movimento non è più locale, è nazionale”.