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“Keith Flint si è suicidato”: i primi risultati dell’inchiesta sulla morte del cantante dei Prodigy

Immagine di copertina

KEITH FLINT MORTO SUICIDA – La polizia britannica prosegue nelle indagini sulla morte di Keith Flint, il cantante della band The Prodigy trovato morto lo scorso 4 marzo nella sua casa di Dunmow, nella contea di Essex, nell’Inghilterra sudorientale. Se fin dal primo momento era apparso chiaro agli investigatori che il frontman del gruppo inglese si fosse tolto la vita, come confermato anche su Instagram dagli altri membri dei Prodigy, adesso dall’inchiesta emergono alcune novità.

Il responso dei primi esami fatti sul corpo di Flint, in attesa dei risultati dell’autopsia, parla infatti chiaro: il cantante si è impiccato. Esclusa, dunque, almeno in questa fase l’ipotesi della morte per overdose da droghe o psicofarmaci. Un’idea che aveva preso piede nei momenti immediatamente successivi alla scoperta della morte di Flint, che in passato aveva avuto diversi problemi di tossicodipendenza.

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Si tratta però ancora di una fase di accertamenti preliminari. E ciò quindi non esclude che Flint, nelle ore prima di togliersi la vita, avesse fatto uso di droghe, farmaci o alcol. Si attendono dunque gli esiti dell’esame tossicologico sul cadavere, come anche il responso completo dell’autopsia. Il medico legale che si sta occupando del caso, Caroline Beasley-Murray, ha spiegato infatti che solo il 23 luglio 2019 si saprà qualcosa di più preciso, quando verrà diffuso un rapporto completo sugli esami fatti sul corpo del cantante dei Prodigy.

Nei giorni scorsi, il quotidiano The Sun aveva indagato sui possibili motivo che hanno spinto Keith Flint a togliersi la vita: secondo il giornale britannico, l’artista stava vivendo un periodo di depressione a causa della rottura della sua relazione con la moglie giapponese, Mayumi Kai. Un fatto che lo aveva fatto anche crollare nuovamente nel baratro dell’alcol e della droga.

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