Me

Libertà di stampa, il Consiglio Ue condanna la “retorica ostile di Salvini e Di Maio contro i media”

Le segnalazioni di attacchi e minacce sono aumentate da quando si è insediato il governo gialloverde

Immagine di copertina

Il Consiglio d’Europa ha pubblicato un rapporto sulla libertà di stampa e la sicurezza dei cronisti nel mondo, condannando l’Italia e i suoi politici per aver alimentato il clima di odio nei confronti da media.

In particolare, l’organizzazione che si occupa di tutela dei diritti umani nel mondo ha puntato il dito contro i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini che “esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile a media e giornalisti sui social”.

Nel rapporto si legge anche che “tra le altre cose Salvini ha minacciato di togliere la scorta al giornalista Roberto Saviano, nonostante siano note le minacce di morte che ha ricevuto da parte delle organizzazioni criminali”.

Non viene risparmiato neanche il leader 5 Stelle: “Di Maio ha insultato i giornalisti dopo il processo al sindaco di Roma, Virginia Raggi, e ha dato inizio a una politica per abolire i fondi pubblici alla stampa”.

Alla luce di ciò, il Consiglio scrive che l’Italia è “uno dei paesi con il più alto numero di segnalazioni nel 2018 per attacchi e minacce a giornalisti: tredici, come in Russia”.

La situazione ha subito un netto peggioramento dopo l’insediamento del “nuovo governo, il primo giugno”: “i due vicepremier, Di Maio e Salvini, esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile a media e giornalisti sui social”.

Per il Consiglio d’Europa il clima di “crescente violenza” contro la stampa è “particolarmente preoccupante” e mette ancora più in pericolo l’incolumità dei giornalisti.

Ma l’Italia non è il solo paese nel mondo in cui la libertà di stampa è a rischio e il Consiglio ha sottolineato che siamo di fronte a una fragilità “mai riscontrata dalla fine della Guerra fredda”.

Alcuni mesi prima un allarme sulla condizione dei giornalisti era giunto dalla Ong Reporter senza Frontiera, secondo cui il 2018 è stato l’anno peggiore per gli operatori dei media, 80 reporter uccisi in tutto il mondo.