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Manifestazione 9 febbraio Roma: Cgil, Cisl e Uil in piazza contro il governo

Immagine di copertina
Da sin: Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo ANSA/CLAUDIO PERI

Futuro al lavoro. Questo lo slogan della manifestazione unitaria dei sindacati – Cgil, Cisl e Uil –  a Roma. Una manifestazione, inizialmente prevista a Piazza del Popolo, che è terminata invece nella storica cornice “sindacale” di Piazza San Giovanni in Laterano.

“La decisione dello spostamento”, hanno spiegato le tre confederazioni, “è stata presa per la necessità di trovare una piazza più capiente in vista della grande adesione che, come previsto, c’è stata”.

Manifestazione Roma 9 febbraio | Landini (Cgil)

“Fin da settembre-ottobre, appena abbiamo visto le prime proposte del governo, dichiarammo che questa manovra era miope e recessiva perché non affrontava i nodi di fondo e non interveniva sulle cause che hanno determinato la crisi”. Queste le prime parole di Maurizio Landini, alla sua prima manifestazione da segretario generale Cgil.

“In Italia ci sono nodi strutturali che questo governo non sta affrontando purtroppo come i governi precedenti”, continua Landini. “Siamo qui in piazza proprio per questo, la manifestazione di oggi chiarirà bene al governo che se vuol cambiare questo Paese deve farlo assieme a chi lavora e deve accettare di confrontarsi”.

Manifestazione Roma 9 febbraio | Furlan (Cisl)

“Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro”. Queste le parole della segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan, a margine della manifestazione unitaria dei sindacati.

“L’unica cosa che cresce” ha spiegato “è lo spread. È evidente che così le cose stanno andando male. Il governo si fermi e cambi la sua linea economica sblocchi le infrastrutture quelle medie e grandi opere per cui ha bloccato senza alcun motivo miliardi e miliardi e oltre 400 mila posti di lavoro e gli investimenti su Impresa 4.0, sulla ricerca, innovazione e scuola”.

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Manifestazione 9 febbraio a Roma: i motivi della mobilitazione

In una piattaforma unitaria le tre confederazioni hanno spiegato le proposte e, soprattutto, i motivi che hanno portato alla “protesta di piazza”.

“Creazione di lavoro di qualità, investimenti pubblici e privati a partire dalle infrastrutture, politiche fiscali giuste ed eque, rivalutazione delle pensioni, interventi per valorizzare gli assi strategici per la tenuta sociale del Paese, a partire dal welfare, dalla sanità, dall’istruzione, dalla Pubblica Amministrazione e dal rinnovo dei contratti pubblici, maggiori risorse per i giovani, le donne e il Mezzogiorno”.

Queste, in sintesi, le priorità di Cgil, Cisl e Uil “per la crescita del nostro Paese”.

Manifestazione 9 febbraio a Roma: le “prorità” di Cgil, Cisl e Uil per il futuro del Paese

Per Cgil, Cisl e Uil “la Legge di Bilancio ed i provvedimenti ad essa collegati, hanno lasciato irrisolte le questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese” si legge nella piattaforma unitaria.

La manovra approvata, dopo un lungo e controverso iter parlamentare, “continua ad essere insufficiente e miope oltre che profondamente ridimensionata nei saldi e nell’impatto sull’economia, anche a seguito del confronto con l’Unione Europea”.

È “insufficiente e recessiva” perché “taglia gli investimenti produttivi fondamentali per la crescita e lo sviluppo. Non diminuisce la pressione fiscale sul reddito da lavoro dipendente e da pensione, rinunciando così ad agire sulla domanda interna. Non favorisce la creazione di lavoro stabile, né la coesione del Paese, non rafforzando le infrastrutture sociali e riducendo le risorse per il Mezzogiorno”.

Cgil, Cisl e Uil, insieme alla Confederazione Europea dei Sindacati, continuano ad affermare con forza “la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive. Sostengono, inoltre, come sia necessario il superamento delle politiche di austerity che in Italia, come in Europa, stanno determinando profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione in particolare giovanile e femminile”.

Nella Legge di Bilancio “si privilegia la spesa corrente, si riducono di 6,4 miliardi di euro nel triennio le spese per investimenti e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro”.

In aggiunta, “il Governo scarica sul futuro del Paese il peso di 53 miliardi di oneri in più per il 2020 e 2021: o si trovano le risorse (con nuovi tagli) o aumenterà l’IVA (e altre tasse). In ogni caso pagheranno sempre lavoratori e pensionati. Ci sarà poco o nessuno spazio per creare lavoro, per nuovi investimenti e per diminuire la pressione fiscale nelle prossime Leggi di Bilancio”.

Manifestazione 9 febbraio a Roma: i numeri della mobilitazione

Arrivati a Roma oltre 1.300 pullman, 12 treni, 2 navi dalla Sardegna, più di 1.000 voli, oltre a tutta la partecipazione auto-organizzata.