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Scontro a Che tempo che fa, Di Battista a Fazio: “Dico quello che penso, non abbia la coda di paglia”

Momenti di tensione tra il conduttore e l'ex deputato del Movimento Cinque Stelle. Rivolgendosi al giornalista, "Dibba" ha commentato: "Dico quello che penso. Non abbia la cosa di paglia"

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“Avete sempre detto che siamo ignoranti. E adesso?”. Così Alessandro Di Battista, ospite a Che tempo che fa, interrompe il conduttore Fabio Fazio che lo definisce uno “studioso”. E continua: “Avete sempre detto che i grillini non capiscono niente ma vedo che ora l’aria sta cambiando”.

Tra i due non tira una buona aria e “Dibba” continua: “Non ce l’ho con lei ma in generale siamo stati vittime di molti pregiudizi. Ce l’abbiamo fatta con le nostre forze, con il nostro impegno e portando avanti battaglie che vedo adesso realizzarsi”.

Fazio cerca di intervenire, non nascondendo un certo imbarazzo, e afferma interrotto dagli applausi dello studio: “Se vuole avercela con me l’unica cosa che le posso dire è che non sarebbe originale. Per il resto…” . Ma l’ex deputato del Movimento Cinque Stelle continua: “Non abbia la coda di paglia. Ripeto, lei sa perfettamente cosa abbiamo subito in questi cinque anni. E siamo arrivati al governo del paese con tutti quanti contro”.

Il conduttore risponde: “Sono responsabile di me stesso e del patto di lealtà nei confronti del pubblico, cui devo stima e onesta intellettuale. Non mi interessa nient’altro”. Poi, le battute finali.  Battista dichiara: “Io essendo leale con lei, dico quello che penso”. Risposta perentoria di Fazio: “Altrettanto”.

Elezioni europee, migranti e Tav – In diretta sul programma di Rai1, Di Battista ha commentato i primi mesi di governo gialloverde, senza escludere allusioni alla Lega e al ministro degli Interni Matteo Salvini, e ha annunciato che non si candiderà alle elezioni europee 2019. “Preferisco la politica fuori dal Palazzo”, ha affermato.

Sui migranti, l’ex deputato M5s ha mostrato un franco CFA, che evoca il “neocolonialismo monetario francese”, puntando il dito contro l’Eliseo: “Salverei le persone e le porterei a Marsiglia, fino a che non si crea un incidente diplomatico con la Francia il problema non si risolve. Possiamo parlare di porti aperti e porti chiusi, senza risolvere il problema. Se non ci occupiamo delle cause, si è nemici dell’Africa”.

Parole che sono suonate come un riferimento alla politica migratoria del vicepremier leghista, senza mancare di alludere ai 49 milioni di euro di rimborsi elettorali al centro dell’inchiesta che coinvolge il Carroccio: “Quei soldi appartengono a tutti noi, anche agli elettori della Lega: quei soldi vanno restituiti perché appartengono alla comunità”.

E sulla sulla Tav Di Battista non ha fatto passi indietro: “È la più grossa sciocchezza che possa fare questo paese. E cioè spendere 20 miliardi di euro quando servono altre infrastrutture. Non ho le prove ma ci sono intercettazioni di ‘ndranghetisti per le quali, per come conosco il paese, non si vuole uscire dalla Tav perché qualcuno si è già steccato delle tangenti, che ai tempi attuali hanno la forma più elegante delle consulenze”.