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“Non mandare via i nostri amici Lamine e Paul”: i bambini della scuola di Asti scrivono a Salvini

Gli alunni hanno chiesto che i migranti che svolgono delle attività nella loro scuola e a cui è stata rifiutata la domanda d'asilo per la seconda volta non vengano allontanati

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Fonte: Bimbisvegli Facebook

I bambini della prima e seconda elementare della scuola di Serravalle, una frazione a pochi chilometri da Asti, hanno inviato una lettera al ministro dell’Interno, all’ufficio migranti della prefettura di Asti e alla commissione per i rifugiati.

Gli alunni hanno chiesto che i migranti che svolgono delle attività nella loro scuola e a cui è stata rifiutata la domanda d’asilo per la seconda volta non vengano allontanati.

“Abbiamo saputo che non avete dato il permesso a Paul e Lamin di restare qui al sicuro con noi. Così loro rischiano di andare in prigione o in guerra nei loro paesi. Vi chiediamo, per favore di farli restare qui insieme a noi perché gli vogliamo moltissimo bene”, si legge nella lettera dei bambini.

” Cari commissari, siamo le bambine e i bambini del progetto Bimbisvegli. La nostra è una scuola bellissima perché è una scuola di amicizia in mezzo alla natura. Impariamo l’inglese, a conoscere la natura, a esprimere le nostre  idee recitando, grazie agli amici profughi del centro di accoglienza Agathon di Serravalle. In estate con loro abbiamo anche ridipinto la scuola”.

“Paul, Baba, Lamin, Moussa, Balde, Ismail, Coulibaly, Hagie, Alì Bright sono qui perché scappano dalla povertà e dalla guerra”.

La lettera esprime l’innocenza dei bambini “ma anche la consapevolezza che è nata in loro parlandone in classe”, ha spiegato la maestra Molino. “Spieghiamo ai ragazzi che è importante imparare a scrivere perché con la scrittura si possono esprimere i propri pensieri e far sentire la propria voce”.

“Chiedono della storia di Paul e degli altri e quando hanno capito che cosa poteva succedere si sono messi a cercare soluzioni”.

I bambini, ha spiegato l’insegnante, si sono offerti di nascondere Paul e Lamin in soffitta a casa o di farli scappare nel bosco: tutto pur di non vederli andare via.

“Loro sono stati un regalo per noi, non vogliamo perderli. Siamo sicuri di poterci fidare di voi”, hanno concluso i bambini nella loro lettera.