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Manovra, tassa sulle auto inquinanti: critiche da imprese e sindacati, è caos nella maggioranza

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La nuova misura contenuta nella manovra economica 2019 che prevede una tassa sulle auto inquinanti, sta creando scompiglio all’interno della maggioranza, e non solo. Imprese e sindacati hanno protestato apertamente. (In questo articolo abbiamo spiegato cosa prevede nel dettaglio la tassa).

Non ci sarà nessuna tassa sulle auto già in circolazione. L’obiettivo del governo è incentivare l’auto elettrica ibrida e a metano. Luigi Di Maio prova a chiudere la polemica.

Intervistato su Radio24 in merito alle misure sul settore auto contenute nella legge di Bilancio il vicepremier ha ribadito di non voler mettere alcuna tassa e si è detto “convinto” che dopo il confronto con aziende dell’auto, lavoratori e associazioni dei consumatori “si troverà il modo di “migliorare la norma”.

Quindi, un messaggio tanto alle opposizione che alla stampa: “Se qualcuno pensa di far litigare il governo si sbaglia: alla fine prevarrà il buon senso”.

L’emendamento alla manovra è stato proposto dal Movimento 5 Stelle, e prevede incentivi dai 1.500 ai 6 mila euro per chi acquista, tra il 2019 e il 2021, un’auto nuova con emissioni tra zero e 90 grammi per chilometro di anidride carbonica: elettrica, ibrida o comunque poco inquinante.

La tassa invece va dai 150 ai 3 mila euro per le utilitarie con valori di emissioni superiori ai 110 grammi per chilometro.

“Si tratta di un bonus/malus sulle auto che permette di pagare meno tasse”, aveva spiegato in un primo tempo Di Maio.

“Se prendiamo il modello più venduto in Italia, la Panda 1.2 prodotta a Pomigliano, tra le vetture non ibride con le più basse emissioni di CO2, con il nuovo sistema si pagherà un’imposta dai 400 ai 1.000 euro. Il vantaggio sarà solo per chi comprerà costose auto elettriche”, hanno spiegato dall’Anfia, l’associazione della filiera automobilistica.

I sindacati e le imprese criticano la misrua sostenendo che non aiuta a rinnovare il parco auto e disincentiva le vendite con gravi conseguenze occupazionali.

A sostenerlo sono Federauto, Fim Cisl, Uil, Fiom, e altre associazioni di categoria.

“Finirà che gli operatori del settore auto e i lavoratori dovranno scendere in piazza insieme”, ha detto Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica. “Il governo è di nuovo riuscito a unire imprese e lavoratori nella protesta”.

Matteo Salvini prende le distanze dalla misura: “Sono assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su beni già ipertassati e più tassati d’Europa”, ha detto il ministro dell’Interno.

“Non credo che uno abbia una macchina vecchia per piacere ma perché non ha la possibilità”, ha detto, andando contro la posizione dell’alleato di governo.

Di Maio ha spiegato però che non esiste nessuna nuova tassa per auto già in circolazione: “Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più”. Secondo Di Maio, si tratta di “premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6.000 euro. Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante”.

Per cercare di placare le tensioni il governo ha detto di essere pronto a migliorare le misure quando la legge di bilancio passerà al Senato. “Questa norma è passata così in legge di Bilancio ma si può migliorare al Senato. Ora ci mettiamo tutti intorno a un tavolo associazioni di costruttori e cittadini per migliorare questa norma. L’obiettivo di questo governo è anche non danneggiare le famiglie”, ha detto Di Maio.

Sulla vicenda è intervenuta anche la sottosegretaria all’Economia, Laura Castelli: “La volontà del governo è quella di tenerla. Sta nel contratto di governo”, ha detto parlando in commissione Bilancio. “Le persone meno abbienti non sono colpite, c’è stato un dibattito mediatico, ma penso che la norma non sia stata letta in maniera approfondita. Non colpisce né chi ha un’auto vecchia, né chi acquista un’utilitaria sotto una certa cilindrata”.