Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Travaglio: “I Sì Tav non sanno di che parlano, è un’opera completamente inutile”

Il direttore del Fatto, mercoledì 14 novembre, ha attaccato i manifestanti pro-Tav

Immagine di copertina
Marco Travaglio

Nel suo editoriale di mercoledì 14 novembre, Marco Travaglio si è scagliato contro i manifestanti pro-Tav scesi in piazza a Torino sabato 10 novembre, accusandoli innanzitutto di conoscere l’argomento in maniera molto superficiale.

“Dopo aver sorseggiato i fiumi d’inchiostro versati dai giornaloni sull’oceanica manifestazione Sì Tav di sabato a Torino, che ha visto sfilare nientepopodimenoché un torinese su 35 o un piemontese su 177, una domanda sorge spontanea: cosa sapeva tutta questa brava gente del Tav Torino-Lione? Essendosi informati sui giornaloni che hanno sponsorizzato la Lunga Marcia, era prevedibile che organizzatori e partecipanti ne sapessero pochino, e che quel pochino fosse falso”, scrive il direttore del Fatto Quotidiano.

“I marciatori, e Salvini a ruota, ripetevano che l’opera va assolutamente ‘completata’ – continua Travaglio – ma un’opera si completa quando è già iniziata e qui non è stato costruito nemmeno un millimetro di ferrovia […] Dunque non c’è nulla da completare”.

Travaglio spiega poi le ragioni per le quali, a suo parere, la Tav va considerata un’opera del tutto inutile.

“Chi volesse invece raggiungere ad alta velocità Parigi o Lione da Milano o da Torino, può montare sul comodo Tgv, che dalla notte dei tempi percorre rapidamente quella tratta. Ma i nostri eroi strillano contro l’«isolamento dell’Italia» e per il «collegamento con l’Europa», evidentemente ignari dell’esistenza del Tgv da e per la Francia, dei treni veloci da e per la Svizzera e così via”.

“E chissà se chi si riempie la bocca di paroloni come «futuro», «sviluppo», «modernità» è stato informato che, in 17 anni di studi e carotaggi, abbiamo già buttato 1,6 miliardi, oltre a tenere la Val di Susa in stato d’assedio permanente. Ora servono sulla carta un’altra quindicina di miliardi, che poi nella realtà salirebbero a 20-25 (le grandi opere in Italia lievitano in media del 45%)”.

“E chi vaneggia di «penali da pagare» o di «fondi europei da restituire» o «da non perdere» ignora che la parola «penale» non compare in alcun contratto o accordo con la Francia, con l’Ue o con ditte private. L’Italia, sul suo tracciato, può fare ciò che vuole”.

Infine, la stoccata ai manifestanti pro-Tav.

“Ora però le nostre disinformate madamine si sono montate la testa: chiedono udienza al Quirinale, danno ordini alla sindaca Appendino e al governo Conte, come se 25mila persone in piazza contassero più dei 10.935.998 italiani che hanno votato per i 5Stelle (No Tav) nel 2018 e dei 202.754 torinesi che nel 2016 hanno eletto la sindaca No Tav Chiara Appendino contro il Sì Tav Piero Fassino. Invece i No Tav, che negli anni hanno portato in piazza ora 40 ora 50mila persone, non se li è mai filati nessuno. A parte, si capisce, i manganelli della polizia”.